Spiagge chiuse, pontili sequestrati: Isole Pontine, stagione turistica a rischio

Pubblicato il 24 Maggio 2010 15:26 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2010 15:51
ponza

Uno scorcio dell'isola di Ponza

La stagione estiva delle isole Pontine è a rischio. Gli operatori turistici e i commercianti dell’arcipelago laziale hanno infatti indetto un ‘assemblea straordinaria, nella quale invocheranno la formazione di un tavolo tecnico per cercare una soluzione all’emergenza.

I due problemi principali sono il sequestro dei pontili e la chiusura di alcune spiagge. Il problema dei pontili riguarda in particolar modo l’isola di Ponza: il sequestro va avanti ormai da un anno e il calo delle barche attreccate è direttamente proporzionale al calo delle presenze turistiche.

La conferma arriva da Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio Lazio e di Assonautica romana: «La chiusura dei pontili disposta con incredibile e nefasto tempismo lo scorso anno a Ponza ha provocato effetti devastanti all’economia e alle imprese commerciali e turistiche di tutta la zona, anche a causa della preferenza accordata dai diportisti ai porti adiacenti, con un calo delle transazioni mai visto prima. La diminuzione di arrivi e presenze a Ponza e Ventotene ha provocato un terribile effetto domino sull’intera economia provinciale e se questi dati saranno confermati anche per la stagione estiva 2010 gli imprenditori di tutti i settori di punta, balneazione, pubblici esercizi, esercizi commerciali, saranno davvero messi in ginocchio».

Per quanto riguarda invece la “grana” delle spiagge, c’è stato un episodio che ha riproposto all’attenzione delle autorità locali la questione della sicurezza: il 20 aprile il crollo di una parete rocciosa nell’isola di Ventotene ha provocato la morte di due ragazzine in gita. Da allora anche altre spiagge sono state interessate da provvedimenti di chiusura e limitazioni di accesso, perché è stata riconosciuta la friabilità di quel tipo di rocce.

La combinazione di questi problemi ha provocato un “cocktail” micidiale che rischia di rovinare l’indotto turistico, e quindi l’intero sistema economico delle isole Pontine: come spiega ancora Pambianchi «questa zona, per la sua posizione strategica e per le bellezze naturali di cui dispone, è da sempre il fiore all’occhiello della nostra regione, in grado di attrarre turismo da tutto il mondo, produrre ricchezza 365 giorni all’anno, e contribuire alla creazione di migliaia di posti di lavoro».