Il clochard rifiuta l’alloggio notturno? Ricovero coatto, propone la Raggi: a mazzate?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 gennaio 2019 14:52 | Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2019 14:52
Il clochard rifiuta l'alloggio notturno? Ricovero coatto, propone la Raggi: a mazzate?

Il clochard rifiuta l’alloggio notturno? Ricovero coatto, propone la Raggi: a mazzate?

ROMA – L’escalation di decessi tra i senza fissa dimora è diventata un’emergenza a Roma con le gelate invernali degli ultimi giorni. Quando non è un’auto pirata guidata da una signora in Smart i clochard li ammazza il freddo dei gelidi androni, degli squallidi atrii esposti a ogni vento, dei cartoni gettati sul marciapiede.

La sindaca Virginia Raggi, conscia del problema e ansiosa di trovare una soluzione, sta consultando la legione di avvocati al servizio dell’amministrazione capitolina per sciogliere un nodo giuridico che salverebbe molte esistenze, sia pur derelitte: obbligarli ad accettare i ricoveri notturni.

C’è qualcosa che non le torna infatti, come mai questi ingrati senza tetto si permettono di morire al freddo e al gelo come poveri cristi quando il Comune, grazie al Piano Freddo, ha approntato candide lenzuola e calde coperte per tutti? Il motivo sarebbe semplice quanto inaggirabile: come hanno detto no al tran-tran quotidiano divenuto a un certo fatale punto insostenibile, così dicono no alla mano tesa degli operatori sociali. 

Virginia Raggi però non ci sta, come si dice, non si rassegna all’evidenza: obblighiamoli, ricoveriamoli con la forza anche se non vogliono, in fondo è per il loro bene. E un po’ anche di Roma Capitale, tutti questi barboni morti, non sta bene, suvvia. L’inflessibilità generosa della sindaca non è passata inosservata sui social dove si annuisce con severo cipiglio (rompono da vivi questi clochard, mo’ pure da morti?). 

Poche, trascurabili controindicazioni. A parte che i clochard censiti sono circa 10mila e gli alloggi notturni disponibili solo 1700, dove lo trova la Raggi il personale che serve a stanarli tutti prima di convincerli a non restare all’aria quando fa freddo? E, nel caso, quali sarebbero i mezzi coercitivi ammessi per persuadere l’homeless renitente alla salvaguardia della propria esistenza? Una buona parola alternata a un ceffone che ribadisca l’idea? Un power point di Casaleggio? Un video con Di Battista e Di Maio che discutono di massimi sistemi in macchina? Non sarebbe inutile un referendum.