Colosseo, il ministro sapeva, perché ha creato il caso?

di Marco Benedetto
Pubblicato il 19 settembre 2015 13:15 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2015 16:51
Colosseo, coop dietro rissa sindacati cattivi e ministro...

Colosseo, coop dietro rissa sindacati cattivi e ministro…

ROMA – Non è che i lavoratori del Colosseo un po’ di ragione ce l’hanno anche loro? Non è che il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini è un po’ inadeguato? Non è che tutto il can can sull’assemblea sindacale che ha bloccato i cancelli del Colosseo a Roma per tre ore è stata un ottimo pretesto per porre le premesse a una ulteriore apertura dei servizi ai “privati” sub specie cooperative, che se uno ricorda bene già gestiscono parte dei servizi di sicurezza del monumento?

Siamo anche qui, come nella raccolta dei rifiuti a Roma, di fronte a “una lenta privatizzazione mascherata da valorizzazione” come afferma il Sindacato? Di fronte alle notizie dal Colosseo, tutti siamo andati sull’onda della immediata indignazione e a decine abbiamo bollato gli infami.

Non hanno certo aiutato la causa dei lavoratori quella certa arroganza sindacale, quel vago tono di violenza implicito nella parola lotta, il fastidio di tanti fischietti e megafoni che accompagnano le cause anche più giuste.

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E poi faceva impressione la foto di centinaia forse migliaia di poveri turisti fuori del Colosseo, ammassati come cristiani in attesa del martirio, mentre, non dove un tempo sostava Nerone a rinfrescarsi prima di salire al palco imperiale ma un po’ più in là a palazzo Massimo, era in corso un aspro e animato comizio a botte di “je dovete da di’”, “i diritti so’ diritti”, “li impegni se devono rispetta’”.

Si, ma quali impegni? A leggere il comunicato del sindacato, che forse qualcuno ha letto con fastidio, senza però soffermarcisi più di tanto (Repubblica ha riportato il pdf senza elaborare, a parte i soliti refrain di Camusso & C) ci sono quattro punti alcuni dei quali, anche se non tutti, devono fare riflettere anche chi conosce, come l’estensore di questa nota, limiti, debolezze e mancanze dei sindacati.

1. I lavoratori, non solo quelli del Colosseo, chiedono che vengano loro pagati premi e straordinari per festività e notturni in arretrato di “quasi un anno”; se è cosi, che può dar loro torto? Il comunicato lamenta

“il mancato pagamento delle indennità di turnazione e delle prestazioni per le aperture straordinarie dei luoghi della cultura (primo maggio, aperture serali, etc.), dopo quasi un anno solare di inutile attesa. Si tratta di attività già svolte dai lavoratori, attività che hanno dato la possibilità al nostro Ministro, negli ultimi 11 mesi, di rivendicare i successi delle iniziative su tutti gli organi di stampa”;

2. Le superiori autorità lo sapevano da almeno una settimana che ci sarebbe stata l’assemblea. Fa fede in internet la data del comunicato. La comunicazione risale al giorno 11 settembre.

“Le Rappresentanze Sindacali Unitarie della SS-COL comunicano che in data 18 settembre p.v. dalle ore 8.30 alle 11, nella sala conferenze di Palazzo Massimo è stata indetta (secondo le norme contrattuali e regolarmente comunicata all’Amministrazione in data 11/09 u.s.) un’Assemblea Generale di tutto il personale della Soprintendenza per discutere della gravissima situazione in cui si trovano i lavoratori di questo Ministero”.

Non solo Colosseo quindi, ma Palazzo Massimo, Scavi di Ostia antica, Foro Romano – Palatino, Terme di Diocleziano, Museo Ostiense, Terme di Caracalla Palazzo Altemps, Tomba di Cecilia Metella Crypta Balbi, Tombe Latine. Non lo ha letto nessuno? Nessuno ha pensato a avvisare il pubblico senza lasciare ai soli sindacati l’onore della comunicazione? Nessuno ha pensato a iniziative che attenuassero sconcerto e disagio? Troppo per dei burocrati guidati da un ministro tanto demagogo (ma così sono i politici di razza) quanto criticabile.

Questa del Colosseo non è la prima volta. Non possiamo dimenticare quando trascino il Pd di cui fu per poco segretario in una imbarazzante polemica con Berlusconi o quando fece fuoco e fiamme per un docente te fotomontaggio del David di Michelangelo con mitra a tracolla.

3. C’è poi l’inquietante riferimento alla

“decisione tutta politica di costituire, in accordo con il Comune di Roma e senza un minimo confronto con le parti sociali, una sovrastruttura burocratica come il Consorzio per la gestione dell’Area Centrale laddove sarebbe invece necessaria una politica di obiettivi condivisi ed una pianificazione assunzionale seria e lungimirante”

e al fatto che i lavoratori e il loro sindacato continuano “a proteggere il lavoro pubblico contro una lenta privatizzazione mascherata da valorizzazione”.

Ucci ucci sento odor… Altri due punti sono sollevati dal comunicato sindacale:

4.” la mancata apertura di una trattativa di Comparto per il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici bloccato per la parte economica da molti anni nonostante la recente sentenza della Corte Costituzionale abbia dichiarato incostituzionale il blocco dei salari”;

5. “la mancata apertura di un confronto sulla organizzazione del lavoro all’interno della Soprintendenza in grado di ristabilire un benessere organizzativo che possa riqualificare il lavoro, innalzare la qualità dei servizi offerti non trascurando la sicurezza del personale che vi opera e dei visitatori che affollano i nostri siti Restituiamo voce e dignità a quei lavoratori pubblici che quotidianamente curano, tutelano e custodiscono un patrimonio tra i più grandi al mondo permettendone la pubblica fruizione”.

C’è qualcosa che non torna, specie da parte del Pd, mutazione di partiti che per decenni e ancor oggi hanno seguito il mantra dei diritti senza doveri? Sa molto di strumentale, demonizzare i lavoratori non per farli lavorare di più e meglio nell’interesse dei cittadini, i quali com’è noto ha un solo diritto, pagare le tasse; ma per fare spazio a nuove strutture organizzate di lavoro, magari sotto specie di amici di Buzzi, chissà.