Colosseo, Cgil ottiene fondi e rilancia: sciopero a ottobre

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Settembre 2015 12:44 | Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2015 12:44
Colosseo, Cgil ottiene fondi e rilancia: sciopero a ottobre

Colosseo, Cgil ottiene fondi e rilancia: sciopero a ottobre

ROMA – Colosseo, la Cgil incassa lo sblocco dei fondi, che arriveranno in busta paga ai dipendenti tra un paio di mesi, e rilancia: sciopero anche a ottobre.

Claudio Meloni, coordinatore Cgil per il Ministero dei Beni culturali, ha detto all’Ansa:

“Ieri, in singolare coincidenza con l’assemblea sindacale in alcuni siti, è arrivato lo sblocco dei fondi per pagare i salari accessori di tutti lavoratori del Mibact per il 2014 e per il 2015. Evidentemente la mobilitazione è servita, a prescindere da quanto accaduto al Colosseo”.

Secondo Meloni, “dopo lo sblocco dei fondi, i lavoratori potrebbero vedere i soldi in busta paga presumibilmente tra un paio di mesi”.

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Il mancato pagamento degli straordinari era stato uno dei motivi alla base dell’assemblea sindacale che ha comportato venerdì mattina la chiusura del Colosseo, scatenando polemiche e l’intervento del governo con un decreto che equipara musei e luoghi di cultura ai servizi pubblici essenziali.

“Lo sblocco dei fondi – rilancia Meloni – per i salari accessori non spegne la mobilitazione perché la vertenza nazionale verte anche sulla richiesta di un piano occupazionale straordinario e sulle riforme che stanno generando caos organizzativo. Resta forte la possibilità dello sciopero che, se la situazione non si sblocca, potrebbe essere a ottobre. Così Meloni,coordinatore Cgil Mibact.

“Nella decisione di Cgil, Cisl e Uil, peserà anche il contenuto del decreto, che per ora non abbiamo letto”, ha spiegato Claudio Meloni. “Il decreto che ancora nessuno ha letto, in base alle dichiarazioni fatte dal ministro Franceschini e dal premier Renzi, va ad incidere in maniera rilevante sul diritto di sciopero. I beni culturali erano già inseriti nei servizi pubblici essenziali: immaginiamo che abbiano esteso la previsione di legge anche sulla fruizione dei beni e non solo sulla loro sicurezza. In sostanza gli scioperi andrebbero fatti facendo rimanere i siti aperti, prevedendo una sorta di precettazione. A mio avviso non è un decreto che hanno preparato in due ore…”.