Elezioni 2018, Pagnoncelli: Pd perde 4, M5s -3, Berlusconi +4 ma per vincere fa -47

Pubblicato il 13 gennaio 2018 11:15 | Ultimo aggiornamento: 13 gennaio 2018 11:15
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Elezioni 2018, Pagnoncelli: Pd perde 4, M5s -3, Berlusconi +4 ma per vincere fa -47

In meno di un anno il Pd ha perso 4 punti di consenso, dal 26,8 al 23,1 per cento. La sinistra dura e pura ha cambiato nomi e formazioni ma è ferma al 7,1 per cento. Berlusconi ha guadagnato quasi 4 punti, Salvini un puntarello solo, la Meloni ancor meno: è cresciuta dello 0,1 per cento.

Il Movimento 5 stelle che fu di Beppe Grillo ha perso 3,6 punti percentuali nelle intenzioni di voto ma  col 28,7% resta il primo partito. Lo superano le coalizioni, sia la destra unita col 35% sia la sinistra col 30,2.

In realtà il primo partito, con 34 per cento, resta quello degli indecisi. Più che indecisi si dovrebbe dire dei disgustati. I politicanti, come i passeggeri del Titanic, se la cantano e se la suonano e se la ballano mentre tutto sprofonda. Non è un rapido affondamento ma un lento sprofondare nella palude.

La gente è disgustata dal caos, dal disservizio, dalle tasse, dalla criminalità grande e piccola. A fronte di questi problemi montanti, emerge l’incapacità e l’incompetenza del sistema. Così in meno di un anno quelli che non sanno per chi votare e probabilmente non voteranno sono saluti dal 33,6 al 34%.

I numeri sopra riportati vengono da una tabella pubblicata dal Corriere della Sera. È a corredo di un articolo del sondaggista Nando Pagnoncelli.

I dati più recenti sono del gennaio 2018, i più antichi risalgono a marzo 2017. In tutto sono 8 rilevazioni che scandiscono gli alti e bassi degli umori politici degli italiani. L’autore riassume e commenta la tablla così. Lo colpisce la crescita della maggioranza delusa oltre che silenziosa.

“Indecisi e astensionisti si attestano al 34%, con la nuova legge elettorale il centrodestra si conferma in testa con il 35,9% delle preferenze — sommando i consensi per Forza Italia (16,5%), Lega (13,8%), Fratelli d’Italia (4,7%) e le altre liste raggruppate nel simbolo Noi per l’Italia (0,9%) — seguito dal Movimento 5 Stelle, primo soggetto politico con il 28,7% (+ 0,5%), e dal centrosinistra che nell’insieme raggiunge il 27,5% con il Pd al 23,1% (-0,2%), Civica popolare all’1,8%, Insieme all’1,4% e, sempre ammesso che la lista di Emma Bonino entri in coalizione, +Europa all’1,2%”.

Gli alleati, spiega Pagnoncelli, permettono al Pd

“di compensare il calo di consensi registrato e, in base al meccanismo previsto dal Rosatellum, le forze coalizzate che superano l’1% ma non raggiungono il 3 conferiscono i loro voti al partito principale. Liberi e Uguali di Pietro Grasso è accreditata del 6,4%. Le altre liste (Rinascimento, CasaPound, ecc.) al momento raccolgono poco meno dell’1% dei voti validi”.

Tali risultati, spiega Pagnoncelli,

“si sommano alle precedenti rilevazioni per un totale di 46.000 interviste opportunamente ponderate, il centrodestra risulterebbe complessivamente avere 269 seggi (-12 rispetto a dicembre), seguito dal Movimento 5 stelle, accreditato di 169 seggi (+11), dal centrosinistra con 152 (+1) e da Liberi e Uguali, stabile a quota 27”.

Questo vuol dire che per Berlusconi e soci c’è un buco di 47 seggi prima che la coalizione di destra superi la soglia della maggioranza assoluta alla Camera: che è di 316 deputati.

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