Agguato Pasquale Ventura (politico pd Barletta): l’ex moglie mandante, eredità il movente

di Edoardo Greco
Pubblicato il 7 agosto 2015 9:58 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2015 10:00
Agguato Pasquale Ventura, l'ex moglie è il mandante: lo voleva morto per l'eredità

I sicari a bordo della moto ripresi dalle telecamere di sorveglianza

BARLETTA – Agguato al politico Pasquale Ventura: il mandante è l’ex moglie, che aveva promesso 30 mila euro ai sicari, da pagare a marito morto. Il movente? L’eredità. Così si sono concluse, con tre arresti, le indagini della polizia su quello che è successo a Barletta il 20 gennaio 2015.

Ventura, capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Barletta, stava uscendo dal portone della casa di sua figlia. Una moto con due persone a bordo arrivò sparandogli alcuni colpi di pistola, nessuno dei quali centrò il bersaglio.

Erano le 14.30. Ventura stava per mettersi in auto quando sentì esplodere un colpo di pistola. Dopo essersi girato, vide un uomo col passamontagna che gli puntava la pistola contro. Dopo aver urlato contro il suo attentatore, Ventura cominciò a correre e questo, probabilmente, gli salvò la vita. Mentre l’uomo col passamontagna fuggì in sella a una moto di grossa cilindrata, con il suo complice.

I due furono ripresi da più di una telecamera di sorveglianza. Per la polizia non è stato difficile individuarli. Più complicato ricostruire movente e mandante. Da subito è stata scartata l’ipotesi dell’agguato politico. Gli inquirenti si sono quindi concentrati sulla vita privata di Ventura, definita “burrascosa e litigiosa”.

I poliziotti hanno appurato che l’ex moglie di Pasquale Ventura, per motivi legati a questioni ereditarie, avrebbe incaricato un intermediario di assoldare due persone che potessero materialmente eseguire l’agguato ai danni del marito, promettendo loro un compenso di 30mila euro a fatto compiuto.

Secondo quanto fu ricostruito dalla polizia, che si è avvalsa delle riprese telecamere di videosorveglianza posizionate in diverse zone della città, i due, attesero Ventura sotto casa della figlia, a bordo di un’auto e misero in atto una sorta di sopralluogo. Subito dopo raggiunsero un box in città, lasciarono l’auto e salirono in sella a una motocicletta.

Raggiunsero via Firenze e appena Ventura uscì dal portone di casa di sua figlia spararono contro il capogruppo del Pd. La polizia riuscì a risalire alla targa della moto, non visibile dalle immagini, attraverso il profilo facebook dei due, su cui la moto era in bella evidenza con la targa.