Coronavirus Lombardia, Fontana: “State a casa o saremo più aggressivi”. Coprifuoco?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2020 16:47 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2020 19:17
Coronavirus, Ansa

Coronavirus Lombardia, Fontana: “State a casa o saremo più aggressivi”. Coprifuoco? (foto Ansa)

MILANO –  Coronavirus Lombardia, Fontana: “State a casa o saremo più aggressivi”. Fa riferimento al coprifuoco? Certo, visto che ancora il 40% dei milanesi esce e va in giro, forse come soluzione estrema non sarebbe da sottovalutare. 

“Presto non saremo più in grado di aiutare chi si ammala”. La Lombardia è infatti in ginocchio per il coronavirus e il governatore Attilio Fontana lancia un appello ai cittadini:  “Purtroppo i numeri del contagio non si riducono, continuano ad essere alti. Fra poco non saremo più nelle condizioni di dare una risposta a chi si ammala”. “State a casa. Amici io lo sto dicendo in modo educato, ma fra un po’ bisognerà cambiare il tono perché se non la capite con le buone bisogna essere un po’ più aggressivi anche nel farvela capire. Non vi stiamo chiedendo un sacrificio così, ma per salvare delle vite umane. Ogni uscita di casa è un rischio per voi e per gli altri”. 

Parole che arrivano dopo le notizie di martedì, quando la Regione ha comunicato i dati sugli spostamenti, con le celle telefoniche usate per capire chi esce di casa: e in Lombardia, a ieri, ancora il 40 per cento delle persone ha compiuto spostamenti oltre i 300 metri, nonostante i divieti e gli appelli a non uscire di casa per limitare la diffusione del contagio da coronavirus. Un controllo da remoto, con l’assessore lal Welfare Giulio Gallera che stamattina si affretta a precisare: “C’è un’applicazione che le grandi compagnie telefoniche hanno messo a disposizione per vedere in maniera aggregata e totalmente anonima il flusso delle persone, come si sono mosse all’interno della regione o fuori. Nessuno controlla come il Grande Fratello”.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha quindi lanciato un appello “a tutti i medici e agli infermieri che sono andati in pensione negli ultimi due anni o a quelli che svolgono attività nella sanità privata di mettersi a disposizione del servizio pubblico”. Credo, ha aggiunto che questi “operatori sanitari debbano sentire il dovere di mettersi di nuovo a disposizione di quella missione che hanno svolto nella loro vita”. Per comunicare la disponibilità la regione Lombardia ha attivato una mail perlalombardia@regione.lombardia.it. Queste risposte, ha detto ancora Fontana “saranno importanti per realizzare quei progetti di cui abbiamo parlato. Qualcosa si muove sul fronte dei respiratori, abbiamo però bisogno di personale qualificato”. (Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).