“Frammenti di dolore”, la dignità calpestata delle donne colombiane

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 21 Settembre 2015 23:19 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2015 23:32
Frammenti di dolore", la dignità calpestata delle donne colombiane

Frammenti di dolore”, la dignità calpestata delle donne colombiane

ROMA – “Frammenti di dolore” è un’opera teatrale che denuncia il conflitto armato che colpisce una parte ampia della Colombia, mettendo in risalto la vulnerabilità delle donne che in mezzo a tale conflitto vivono e soffrono. Andrà in scena venerdì 25 settembre al teatro Anfitrione a Roma, in via di San Saba 24 alle ore 21.

L’opera è stata scritta dalla regista e attrice colombiana Brigida Tobòn e rappresentata già nel 2008. Sul palco la stessa regista e la collega attrice Monica Marin. Il conflitto che colpisce il paese sudamericano vede come attori paramilitari, narcos, esercito e guerriglieri. Le donne sopravvissute a questa guerra non dichiarata tra fazioni contrapposte, hanno raccontato negli anni il dramma vissuto: case occupate o date alle fiamme, famiglie intere cacciate dalla loro terra, mariti e figli uccisi sequestrati o arruolati con la forza.

Tra gli sradicati ci sono tante donne.”Frammenti di dolore” dà voce a queste donne che possono soltanto passare il tempo a cercare di riscattare la propria dignità e a ricordare la propria esistenza, racchiusa a volte in una semplice e minuscola valigia.

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Le storie vengono riproposte in maniera poetica, mantenendo tutta la loro durezza e crudeltà. Lo spettacolo non è stato concepito come struttura unica. Si tratta di cinque scene che, attraverso i quattro elementi della natura e l’ambientazione che le caratterizza, raccontano ogni volta una storia diversa con un tema comune: il dolore della guerra visto con gli occhi delle donne.

La guerra non conosce frontiere. La Colombia è soltanto uno dei luoghi in cui si combatte; probabilmente uno in cui il conflitto è più acuto dato che è tra i primi paesi al mondo in cui le persone “desplazados” sono costrette a migrare verso le grandi città. L’opera però allarga lo sguardo a quello che subiscono le donne in generale nel mondo e i loro figli in tanti luoghi di guerra o di sofferenza: Siria, Afghanistan, Libia, Lampedusa, ecc…

L’ingresso costa 15 euro e il ricavato verrà donato alla Asociacion de Mujeres de las Indipendencias (Ami) gestita da donne “despazadas” che vivono nella Comuna 13, quartiere povero di Medellin, la città industriale della Colombia che, malgrado i suoi problemi storici, sta vivendo una vera e propria rinascita culturale, ambientale, ed economica.