Massimo Ambrosini, addio amaro al Milan dopo 18 anni

Pubblicato il 14 Giugno 2013 20:58 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2013 20:58
Massimo Ambrosini (LaPresse)

Massimo Ambrosini (LaPresse)

MILANO – Gattuso è emigrato in Svizzera, Nesta in Canada, Seedorf in Brasile, e Inzaghi ha cominciato ad allenare. Ambrosini, invece, archiviata suo malgrado la storia con il Milan, ha intenzione di continuare a giocare ed e’ ”intrigato” dalla Fiorentina. Senza voglia di vendetta, anche se il centrocampista ha dovuto aspettare ”tre giorni prima di parlare per smaltire l’amarezza e non dire cose che non avrebbero reso giustizia a 18 anni di Milan”, dopo un addio che poteva consumarsi ”con un po’ piu’ di attenzione”.

E quando si è presentato davanti ai giornalisti a San Siro, sotto lo sguardo della moglie Paola e dell’ormai ex compagno di squadra Nocerino, con gli occhi lucidi e la voce rotta dall’emozione, Massimo Ambrosini ha ringraziato il mondo rossonero: Berlusconi (”Lo chiamerò presto”), Braida, Galliani, poi ”in maniera speciale” i compagni di squadra, quindi i tifosi, il personale della sede e di Milanello. Ha pianto abbastanza a Siena, dopo l’ultima partita di ”una stagione miracolosa”.

”Avevo capito tutto – ha raccontato – Volevo salutare i tifosi sotto la curva, ma se poi avessi rinnovato sarebbe stato ridicolo. Ho preferito sfogarmi da solo”. Niente rinnovo, ha annunciato tre settimane più tardi Galliani a mezzo stampa. ”Non è una scelta scandalosa, ho 36 anni. Ma nemmeno indolore per loro”, ha detto Ambrosini, sicuro che abbia pesato il giudizio di Allegri, al fianco del quale si era schierato piu’ di molti altri. ”Al posto suo non so cosa avrei fatto, ha avuto il compito ingrato di prendere decisioni difficili in un momento complicato”, secondo l’erede di Paolo Maldini, che si permette un consiglio sul prossimo capitano: ”Va condiviso da società e allenatore, magari anche dai giocatori, e comunicata nel modo giusto. Montolivo sicuramente ha tutto per fare il capitano. Ma anche con Abbiati o Bonera, la società sarebbe in buone mani”.

E dove andrà Ambrosini? Il desiderio di un’esperienza all’estero ”deve fare i conti con le offerte concrete” e una potrebbe arrivare dalla Fiorentina. ”Una grandissima società, con una grandissima squadra, un grande allenatore, un progetto serio e intrigante – ha detto -: ascolterei la loro proposta”. Intanto ha solo una certezza (”Niente partite d’addio”) e non si illude che il Milan un giorno possa riservargli spazio in societa’: ”Non lo so, e neanche loro possono saperlo”.

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