Tea Falco, video su Facebook: “Ora parlo in dizione perfetta”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2015 - 13:48 OLTRE 6 MESI FA
Tea Falco, video su Facebook: "Ora parlo in dizione perfetta"

Tea Falco

ROMA –  Tea Falco, la giovane attrice tanto criticata per la propria interpretazione nella fiction Sky ispirata a Tangentopoli “1992”, prova a rispondere alle accuse con l’autoironia, postando su Facebook un video in cui parla in “perfetta dizione”.

Nel mirino degli spettatori della fiction, infatti, era finita proprio la parlata della Falco, che doveva impersonare una ragazza della Milano bene che parla strascinando le parole e risultando pressoché incomprensibile. 

Ecco che cosa ha scritto l’attrice sulla propria pagina Facebook:

Non sono contro il TEATRO, anzi credo che il teatro sia una bellissima palestra di esasperazione e di ricerca del personaggio. Sono contro il teatro nel CINEMA.In America gli attori studiano gli accenti regionali perché il cinema, essendo verità, riprende personaggi veri. Nel doppiaggio l’anima dell’attore muore dando spazio a una voce che mai potrà eguagliare quella originaria. Viviamo di empatia: parlare, scambiare quattro chiacchiere vere con qualcuno credo sia il senso della vita. Se una persona si nasconde dietro una maschera irreale non è possibile percepirla , non può avvenire lo scambio di energia. Cio’ significa che non stiamo vivendo o stiamo vivendo per finta. Il cinema deve essere verità , il teatro invece è arte, tutta un’altra storia. Anche il cinema può diventare arte in alcuni film capolavoro: nel racconto filosofico di una vita, nella favola … in pochi altri casi apprezzo la finzione. L’attore di cinema deve fare un lavoro opposto rispetto all’attore di teatro: tutto le intenzioni di pensiero devono essere ‘messe dentro’ , inglobate in una gestualità reale, come accade quando viviamo normalmente. E’ istinto e ragione ‘consapevole’, un pensiero sincronico alla gestualità. E’ l’osservazione continua di se stessi e degli altri. Nel teatro ogni sforzo è raddoppiato per il semplice fatto che l’attore deve portare la voce e il corpo per farsi percepire da più persone. Entrambi gli approcci recitativi sono difficili ed estremamente diversi l’uno dall’altro. Condanno la dizione nel cinema perché non è necessaria, i personaggi che interpretiamo sono PERSONE VERE CHE HANNO UN ACCENTO! E’ più difficile studiare i vari accenti e dialetti regionali che applicarsi ad affinare la propria dizione.Poi c’è il lavoro basato sullo studio della psicologia del personaggio da interpretare che parte dalla sua nascita: dove ha vissuto e dove vive, le persone che ha incontrato, la sua famiglia, le sue esperienze, TUTTO QUESTO è UNA PERSONA o personaggio e l’accento ne è parte integrante.

Posted by Tea Falco on Venerdì 12 giugno 2015