Vincenzo Di Gennaro, folla ai funerali del Carabiniere ucciso. La bara avvolta nel tricolore VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 aprile 2019 22:59 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2019 23:47
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Vincenzo Di Gennaro, folla ai funerali del Carabiniere ucciso. La bara avvolta nel tricolore

SAN SEVERO (FOGGIA) – “Giustizia per Vincenzo”. È la voce lanciata da una donna seduta tra i banchi della cattedrale di San Severo mentre il feretro del maresciallo Vincenzo Di Gennaro abbandonava la chiesa subito dopo il funerale. Una chiesa non abbastanza grande per contenere le migliaia di persone assiepate sin dalle prime ore del pomeriggio per partecipare ai funerali solenni del carabiniere.

La salma di Vincenzo è sempre stata avvolta nel Tricolore; lo stesso che i suoi colleghi di caserma hanno apposto sull’auto di servizio crivellata di colpi di arma da fuoco. Sin dal mattino, una folla ha voluto rendere omaggio al militare ucciso nella camera ardente allestita nella sala consiliare del Comune di San Severo e ha accompagnato il feretro nel corteo verso la cattedrale. In mattinata l’autore del brutale delitto, Giuseppe Papantuono, è stato ascoltato dal Gip del Tribunale di Foggia, Marialuisa Bencivenga per l’udienza di convalida del fermo. “L’uomo, non ha proferito alcuna parola – ha detto il suo legale, nominato d’ufficio, l’avvocato Raffaele Lepore – L’interrogatorio è durato pochi minuti”.

Papantuono si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il Gip ha convalidato il fermo, disponendo la detenzione in carcere. Durante la cerimonia funebre il dolore è stato stemperato dal sentimento dell’orgoglio e per il senso dello Stato che ha pervaso tutta la vita di Di Gennaro. Di grande onore per la divisa ha parlato il cappellano militare per l’Italia, l’arcivescovo Santo Marcianò che nel pomeriggio ha officiato le esequie.

“La morte arriva per un tradimento, perché Satana entra in un uomo e lo rende omicida – ha detto nella sua omelia – Vincenzo è morto tradito da un uomo per il quale egli stesso stava donando la vita”. Tra i banchi della Chiesa di Santa Maria Assunta anche il Premier Giuseppe Conte, il Presidente della Camera Roberto Fico, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta e quella del Sud Barbara Lezzi.

Proprio il presidente del Consiglio dei Ministri, al termine delle celebrazioni religiose si è stretto in un lungo abbraccio con il padre Luigi e la sorella Lucia. Ed all’anziano padre ha rivolto un pensiero anche il comandante generale dell’Arma, gen. Giovanni Nistri, che ha partecipato alle esequie con il Capo di Stato maggiore della Difesa, gen. Enzo Vecciarelli. “Mi tornano in mente – ha detto Nistri – le parole pronunciate dal padre del maresciallo, il signor Luigi: non perderò mai la fiducia nello Stato. Questo è il motivo per cui a nome di tutta l’Arma dei Carabinieri devo ringraziarla. Devo ringraziare lei, Stefania e Lucia. Tutta questa certezza nei valori dello Stato sono i valori che avete trasmesso a Vincenzo”.

Particolarmente emozionante l’ultimo saluto della compagna di Vincenzo. “Avevamo tanti progetti, ma la vita è stata crudele e ti ha portato via troppo presto”. Poi ha ricordato le parole che le diceva sempre Vincenzo: “Noi siamo due corpi e un’anima e resteremo uniti per sempre”.

Fonte: Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev, Ansa