Carlo Verdone: “Da piccolo me le davano. A 17 anni ho scoperto la mia anima coatta”

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 maggio 2018 23:56 | Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2018 23:56
Carlo Verdone: "Da piccolo me le davano. A 17 anni ho scoperto la mia anima coatta"

Carlo Verdone: “Da piccolo me le davano. A 17 anni ho scoperto la mia anima coatta”

ROMA – “Da piccolo me le davano. Poi a 17 anni ho scoperto la mia anima coatta”. A raccontarlo ai microfoni di Radio Cusano Campus è Carlo Verdone. In una intervista a Ecg, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, l’attore romano spazia dai social network alla Roma [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,-Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] e fantastica su alcuni dei suoi personaggi più famosi e su come gestirebbero oggi i loro account.

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Verdone ha parlato ampiamente dei social network. La sua esperienza con Facebook, Twitter e Instagram non è stata molto positiva.”Ci sono tanti fake che si spacciano per me. Bisogna iniziare a dare una regolata a queste cose qui. E’ indubbiamente una patologia, a molte persone piace impossessarsi della personalità di una celebrità, di una persona nota. Non so che gusto possano avere, creano una grande confusione. Forse la loro soddisfazione è ricevere tanti messaggi e tante e-mail, anche da amici veri che ci cascano con tutte le scarpe. Fanno danni veri se si mettono a fare discorsi politici in un certo modo. Io non ne faccio di discorsi politici, mi sono imposto di non parlarne, ne parlo solo con i miei amici, in tranquillità. E’ una situazione talmente delicata che bisogna stare tranquilli, ascoltare, possibilmente non discorsi pieni di eccitazione. Ogni cosa che si dice viene strumentalizzata. E’ meglio starsene zitti e basta”.

In particolare un furto di identità gli ha procurato non poche noie: “Questo fake – racconta Verdone – ha postato una foto di mia madre, poi ha aperto una discussione su Mattarella, mi sono arrivate 150.000 parolacce, auguri di morte, questa cosa non va bene. Il mio fan club ufficiale ha sede a Sarzana, è registrato, fa capo a un ragazzo che è mio amico e che è stato il primo a fare questo fan club. Esiste solo quello. Io poi ho solo una pagina Facebook, quella ufficiale. Non sto su Instagram, non ho la fissa dei social. Postare troppo è sbagliato, la mia è una pagina tranquilla, metto a disposizione fotografie personali, racconto aneddoti, vicende, cerco di non essere banale”.

Verdone ha raccontato di aver sconfitto la paura dell’aereo: “Una volta avevo tanta paura dell’areo. Ma tanta. Però dovevo prenderlo, dovevo viaggiare per lavoro. A un certo punto questa paura è di colpo finita. Ormai riesco a volare tranquillamente e anche a dormire in aereo”.

Poi tornando sui social è il tempo di aggiornare vecchi cavalli di battaglia: “Ivano e Jessica oggi sarebbero una coppia social – fantastica Verdone – Ma di quelle banali, di quelle che postano soltanto le fotografie di dove stanno, di cosa mangiano, di quando vanno al mare. Magari vanno al concerto rock, danno le spalle alla rock star e si fotografano dicendo guardate un po’ dove stiamo?”

Nadia e Sergio di Borotalco? “Mi chiedete se oggi starebbero insieme? Li lasciamo nel film che tornano a giocare, perché la loro vita coniugale è molto noiosa, è molto piatta. Rimpiangono i tempi del gioco, delle risate. Si rivedranno, ma poi se a lei nasce un figlio smettono di incontrarsi”.

Il bullismo Verdone lo ha vissuto sulla sua pelle: “Da piccolo in genere me le davano, perché ero più signorino rispetto agli altri, che erano più coattelli. Un paio di volte le ho prese. Poi una volta, a 17 anni, ho scoperto improvvisamente che avevo un lato molto aggressivo. Mi tagliarono la strada, mi fecero cadere con la moto e mi feci molto male. Quello in macchina mi strillò di alzarmi e di non fare l’attore. Mi ritrovai a reagire male, gli presi a calci la macchina e lui scappò via. E’ venuta fuori la mia anima coatta”.

Sulla Roma: “Prego affinché il nostro portiere non vada via. Abbiamo una Champions da fare, Allison è tra i migliori del mondo. Ho paura che se ne vada, lo chiedono club con tanti soldi, vedi Liverpool e Real Madrid. Quando ci sono certe squadre, visto che la società ha bisogno di soldi, temo che Allison sia in bilico. Dove lo troviamo un altro così? Poi sulla fascia ci serve uno dalla grande spinta e dalla grande corsa. Trovare un altro Salah è impossibile, ma l’allenatore deve guidare a fare quello che faceva Salah, farlo correre, essere lucido e sfornare assist per Dzeko. Il bosniaco lo terrei, ci ha risolto tanti problemi, si sacrifica molto, gli dobbiamo tanto”.

Sui progetti futuri: “Sto lavorando a un nuovo film di cui ancora non posso svelare molto. Stiamo cercando di mettere a posto una bella idea di soggetto. Ci stiamo arrivando. Sarà un film abbastanza complicato stavolta, ma se ci riesce bene potrà essere una cosa molto originale, molto nuova. Ogni volta è una scalata ad una montagna, ogni anno che passa la montagna si alza sempre di più, ma la voglia e lo stupore non passano mai”.