Disney acquisisce Century Fox per 71 miliardi di dollari: nasce il super gigante del cinema

di Caterina Galloni
Pubblicato il 20 marzo 2019 12:10 | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2019 12:10
Disney acquisisce Century Fox per 71 miliardi di dollari: nasce il super gigante del cinema

Disney acquisisce Century Fox per 71 miliardi di dollari: nasce il super gigante del cinema (Ansa)

di Caterina Galloni

La Disney ha ufficialmente acquisito la multinazionale dello spettacolo 21st Century Fox per 71 miliardi di dollari, ossia più di 62 miliardi di euro. Nasce un super gigante del cinema e dell’intrattenimento mondiale. Con questa acquisizione, Disney, già media company numero uno al mondo (dopo Google, che però non produce contenuti originali) con una valutazione di 168 miliardi di dollari, 60 miliardi di fatturato e 9 di utile, vede il suo valore volare alle stelle e la sua posizione competiva rafforzarsi, a Holliwood e nel nuovo mondo scoperto da Netflix.

Si è compiuta così una nuova fase dello smembramento dell’impero editoriale costruito in mezzo secolo da Rupert Murdoch, 88 anni, sposato 3 anni fa con Jerry Hall, già musa del leader dei Rolling Stones Mick Jagger,
australiano di nascita, inglese di adozione e americano di elezione. Partito dal giornale di suo padre in Australia, Murdoch fece il grande balzo quando mise le mani sul quotidiano inglese Sun, portandolo dal fallimento alla leadership fra i popolari. Entrò nella Tv con Sky in GranBretagna (e poi in Italia) e con Fox negli Usa, ai tempi della Thatcher e di Reagan, che per lui forzò anche le regole americane sulla proprietà delle tv.

Ora con i film della 20th Century Fox e un po’ di canali televisivi in mano a Disney, con Sky, in Europa, in mano a Comcast, secondo dopo Disney al mondo, a Murdoch resta, per così dire, con un miliardo di dollari di utile, solo Fox News, il network tv che dà la linea alla destra americana e alcune altre importanti testate, che sono stati scorporati in una nuova società, la Fox Corporation.

Inoltre, la famiglia Murdoch continuerà a mantenere il controllo della  casa editrice, News Corp., che comprende il Wall Street Journal, il New York Post e il Times di Londra. Il clan, attraverso il Murdoch Family Trust, dovrebbe diventare uno dei principali azionisti della Disney.

Secondo Bloomberg, dalla Disney i Murdoch riceveranno quasi 12 miliardi di dollari in contanti e azioni. Le sue risorse comprendono Fox News Channel; Fox Business Network; due canali nazionali Fox Sports, FS1 e FS2; la rete Fox Broadcasting; il gruppo di stazioni televisive di Fox, tra cui KTTV Channel 11 e KCOP Channel 13 a Los Angeles.
La riconfigurata Fox Corp. metterà in risalto la programmazione live, con i giochi in prima serata. L’acquisizione (parziale) di Fox corona la carriera di Bob Iger, 68 anni, a capo di Disney da 14 anni. È il picco di una strategia espansionistica guidata da Iger che ha trasformato la leggendaria società attraverso una serie di acquisizioni che l’hanno resa la casa di “Star Wars”, “Black Panther” e “Incredibles 2”.

Iger ha voluto l’attività della Fox per rafforzare la Disney contro l’attacco sferrato dal nord. I giganti con montagne di denaro come Netflix Inc., Google Inc., Apple Inc. e Amazon.com Inc., attraverso i servizi streaming hanno attirato milioni di clienti.

Tale è la minaccia, che Murdoch ha deciso di vendere molto del suo impero. E il 68enne Iger – che ha 20 anni meno di Murdoch – ha colto l’opportunità di irrobustire la Disney. Ma non è sicuro che Iger possa integrare facilmente le culture di due aziende molto diverse o se la Disney sarà un potente concorrente al pari dei giganti dello streaming che hanno stravolto il settore.

L’arrivo di Iger ai vertici della Disney è uno dei più riusciti nella Hollywood moderna. Da quando è subentrato nell’ottobre 2005, il prezzo delle azioni della società è più che quadruplicato. Eppure quando Iger ha iniziato, in pochi avrebbero previsto un risultato di questo tipo. Nato a Long Island, il primo lavoro nel settore televisivo è stato in veste di meteorologo, è cresciuto costantemente nella rete ABC ma inizialmente quando è subentrato a Michael Eisner, la sua scelta era sembrata un azzardo, si era scontrato con membri del consiglio e investitori.

Ma Iger  ha fatto in modo di riannodare rapidamente i rapporti con i membri del consiglio di amministrazione e partner commerciali importanti, compreso Steve Jobs, co-fondatore della Pixar Animation Studios. Con gioielli come “Toy Story” e “Alla ricerca di Nemo”, Pixar aveva eclissato la squadra di animazione della Disney.

Attraverso una serie di accordi di successo, Iger ha spinto la Disney a espandersi a livello mondiale: l’acquisto nel 2006 di Pixar per 7,4 miliardi di dollari, nel 2010 la Marvel Entertainment per 4 miliardi e nel 2012 l’acquisizione di Lucasfilm fondata da George Lucas il creatore di “Star Wars”, anch’essa per 4 miliardi di dollari.

Circa due anni fa, Iger aveva ammesso che se la Disney voleva sfidare Netflix, Amazon, AT & T Inc. e altri, aveva bisogno di più TV e film potenti. Gli asset Fox sono fondamentali per la strategia di Iger di voler gestire diversi servizi di streaming, tra cui Disney + per famiglie, di cui è previsto il lancio entro la fine dell’anno.

Nell’agosto del 2017, hanno avuto inizio le conversazioni con  Murdoch e “durante le riflessioni sulle crescenti sfide dell’industria dei media in rapida evoluzione, è emersa la possibilità di una transazione strategica che coinvolgesse Disney e la 21st Century Fox”, ha dichiarato la Disney lo scorso anno. L’accordo Disney-Fox è stato presentato a dicembre 2017 e ufficialmente è stato chiuso lo scorso martedì. Le sfide sono molte e non c’è alcuna garanzia che l’ultima acquisizione di Iger offrirà rapidamente i dividendi. Secondo gli analisti, la Disney per finanziare l’accordo avrebbe dovuto pagare 36 miliardi di dollari di debiti.

Disney deve trovare un acquirente per le 22 reti sportive regionali della Fox. L’estate scorsa, quando il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha approvato la transazione Disney-Fox, ha detto alla Disney di cedere i canali via cavo regionali poiché la società possiede già ESPN. Disney aveva sperato che la vendita di quei canali potesse generare 20 miliardi di dollari per coprire i costi dell’attiità Fox, ma l’asta non aveva sollecitato molto entusiasmo tra gli acquirenti.

Iger deve inoltre fondere due culture distinte. Migliaia di dipendenti Fox dovranno adattarsi alle modalità della Disney che mentre cerca di unire due organizzazioni e ridurre le spese, è possibile licenzi più di 3.000 lavoratori. “La cultura della Fox è molto diversa dalla cultura della Disney e ciò potrebbe rappresentare un problema”, ha detto un analista. “L’integrazione culturale è una delle maggiori sfide”.

La Disney deve inoltre capire come equilibrare cartoni animati “tranquilli” tipo Winnie the Pooh, Topolino e Elsa di “Frozen” con quelli più taglienti della Fox come Stewie di “Family Guy” e Bart Simpson. Iger ha dichiarato che i cartoni animati che vanno oltre certi limiti andranno in onda su Hulu e non su Disney +. Un’altra sfida è quella di creare un servizio di streaming con una tecnologia che rispecchi i famosi standard Disney. La competizione sarà feroce. Netflix e Amazon hanno circa 10 anni di vantaggio e altri concorrenti, tra cui Comcast Corp. e AT & T’s WarnerMedia, prevedono anche i propri servizi digitali.