Robert Redford, addio al cinema: “The Old Man & The Gun ultimo mio film da attore”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 agosto 2018 16:04 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2018 16:04
Robert Redford, addio al cinema: "The Old Man & The Gun ultimo mio film da attore"

Robert Redford, addio al cinema: “The Old Man & The Gun ultimo mio film da attore” (Foto Ansa)

NEW YORK –  Robert Redford dice addio alle scene. Resterà nel mondo del cinema solo dietro alla macchina da presa, forse. Dopo 60 anni, l’attore due volte premio Oscar ha deciso che è ora di andare in pensione. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] La sua ultima interpretazione sarà quella di Forrest Tucker nel film in uscita il prossimo settembre, The Old Man & The Gun.

Così come la realtà si intreccia con la finzione, one last job (un ultimo lavoro inteso come furto, ndr) da parte di Tucker nel film sarà anche l’ultima fatica cinematografica per Redford.

Redford ha dato l’annuncio in un’intervista a EW (Entertainment Weekly), specificando di tener fede a quanto aveva già sostenuto nel 2016. “Mai dire mai – ha commentato – ma sono giunto alla conclusione che questo sarà l’ultimo (in riferimento al film The Old Man & The Gun, ndr) in termini di recitazione e poi mi avvierò alla pensione, perché faccio questo lavoro da quando avevo 21 anni”. Redford ha anche detto che è abbastanza e che ne esce positivo e ottimista.

The Old Man & The Gun parla della vera storia di Forrest Tucker, un criminale di professione che ama svaligiare banche e che scappa continuamente di prigione. “Per me – ha spiegato Redford – si è trattato di un personaggio meraviglioso da interpretare in questo momento della mia vita. Quello che mi ha veramente colpito di lui è che ha derubato 17 banche ed è stato preso 17 volte, è andato in prigione 17 volte, ma è anche evaso 17 volte. Mi sono chiesto se forse non fosse contrario al farsi beccare, in modo da godersi il brivido della sua vita, ossia quello di riuscire ad evadere”.

Lo stesso attore, inoltre, non ha specificato se l’addio al cinema significherà un addio anche alla carriera da regista. “Vedremo”, ha detto. Classe ’36, Redford inizia la sua carriera negli anni ’60. Il suo debutto su grande schermo nel 1962 con il film Caccia di guerra, ma il primo grande successo arriva nel 1967 con A piedi nudi nel parco. Seguono poi successi di Butch Cassidy (1969) a fianco di Paul Newman, Ucciderò Willie Kid (1969), Corvo rosso non avrai il mio scalpo (1972), Come eravamo (1973), con Barbra Streisand, I tre giorni del Condor (1975) e Tutti gli uomini del presidente (1976).

Nel 1980 dirige Gente comune, che vince gli Oscar per il film e la regia. Nel 1990 fonda insieme con l’amico regista Sydney Pollack il Sundance Film Festival, mentre nel 2002 riceve l’Oscar per la carriera. Redford aveva lasciato intendere l’intenzione di voler andare in pensione nel 2016 durante un Q&A con il nipote Dylan Redford. In quell’occasione aveva detto che era stanco di recitare. “Sono una persona impaziente – aveva spiegato allora -, è difficile per me fare ripresa dopo ripresa. A questo punto della mia vita, all’età di 80 anni, mi darebbe soddisfazione (la pensione, ndr) perché non dipendo da nessuno. Sono solo io, il modo in cui ero e tornerò a disegnare, ossia dove più o meno è la mia testa ora”.