Weinstein, la difesa contro il detective del caso: “Ha istruito i testimoni”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 novembre 2018 6:40 | Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2018 19:54
Weinstein, la difesa contro il detective del caso: "Ha istruito i testimoni"

Weinstein, la difesa contro il detective del caso: “Ha istruito i testimoni”

NEW YORK – Gli avvocati di Harvey Weinstein hanno chiesto di poter interrogare Nicholas DiGaudio, il detective della polizia di New York incaricato delle indagini sulle accuse di molestie e violenze sessuali del mogul americano. Benjamin Brafman, difensore del produttore caduto in disgrazia, sostiene che il caso è stato “irrimediabilmente contaminato” dalla cattiva condotta della polizia e dovrebbe essere rigettato, scrive il Daily Mail. 

I legali accusano il detective Nicholas DiGaudio di essere un “ostacolatore seriale incline a nascondere la verità” e proposto un’udienza probatoria per “determinare l’entità della cattiva condotta”. Hanno richiesto che anche Michael Osgood, a capo dell’Unità Vittime Speciali, venga chiamato a testimoniare poiché con DiGaudio hanno interrogato insieme tutti i potenziali testimoni.

Il Dipartimento di Polizia di New York ha ribadito la convinzione che “le prove contro Weinstein sono convincenti” e continuerà a lavorare sui procedimenti giudiziari “per assicurare giustizia alle coraggiose vittime che si sono fatte avanti”.

Tre delle cinque restanti accuse penali contro Weinstein riguardano la violenza sessuale su una donna in una camera d’albergo nel marzo 2013 ma sono tuttavia inquinate dalle accuse di comportamento scorretto di DiGaudio. Le altre due accuse affermano che nel 2006 Weinstein le avrebbe praticato con la forza  sesso orale nel suo appartamento di Manhattan.

I pubblici ministeri hanno fatto cadere una sesta denuncia, quella in cui Weinstein avrebbe costretto Lucia Evans a praticare sesso orale nel 2004, quando era una studentessa universitaria e un’attrice. DiGaudio infatti a una testimone amica della Evans, aveva detto di tacere quando sollevava dubbi sulla veridicità delle accuse.

Il procuratore capo Joan Illuzzi-Orbon in una lettera all’avvocato di Weinstein, aveva scritto che DiGaudio aveva consigliato alla testimone “meno parli meglio è”. Giorni dopo, il procuratore Illuzzi-Orbon aveva rivelato che DiGaudio aveva consigliato a una delle accusatrici di Weinstein di cancellare dei messaggi compromettenti dal suo cellulare prima di consegnarlo come prova ai pubblici ministeri.

Dopo aver consultato un avvocato, la donna aveva comunque consegnato il suo telefono ai pubblici ministeri senza aver cancellato niente, ma la credibilità dell’investigatore ne era uscita, di nuovo, piuttosto compromessa. Gli avvocati di Weinstein hanno sostenuto che facendo cadere l’accusa relativa alla Evans, i pubblici ministeri hanno eliminato la base giuridica per un’altra accusa, violenza sessuale aggravata, che prevede una condanna fino all’ergastolo.