Cinema

Weinstein, Scott Rosenberg: “Tutti sapevano, ma era una gallina dalle uova d’oro”

Weinstein, Scott Rosenberg: "Tutti sapevano, ma era una gallina dalle uova d'oro"

Weinstein, Scott Rosenberg: “Tutti sapevano, ma era una gallina dalle uova d’oro” (Foto Ansa)

LOS ANGELES – “Tutti sapevano di Weinstein”: ad ammetterlo è il produttore e sceneggiatore Scott Rosenberg, che in un post pubblicato e poi rimosso su Facebook sostiene che tutti sapessero “degli appetiti” del fondatore della Miramax, ma nessuno ha parlato perché “era la gallina dalle uova d’oro”.

Nel suo lungo post, quasi una lettera aperta di scuse alle donne molestate da Weinstein, lo sceneggiatore di Alta fedeltà racconta l’altra faccia di una delle più recenti epoche d’oro di Hollywood:

“Io c’ero. C’ero dal 1994 agli anni 2000. L’età dell’oro. Gli anni di Pulp Fiction, Will Hunting, La vita è bella. Harvey e Bob (i fratelli Weinstein) hanno prodotto i miei primi due film. Avrebbero pubblicato il mio romanzo. Mi hanno consacrato, mi hanno dato la mia carriera. (…) Miramax era una figata. Quindi sì io c’ero. E lasciatemi essere chiaro su una cosa: tutti sapevano. Non che stuprasse. Ma sapevamo dei suoi comportamenti aggressivi. Sapevamo della fame di quell’uomo, come un’orco insaziabile uscito dalle favole dei fratelli Grimm. Tutto avvolto in promesse vaghe di ruoli nei film”.

Rosenberg confessa di essere stato presente, e tira in ballo anche tutto lo star system senza il quale lo spettacolo non sarebbe andato avanti, in tutti i sensi:

“Io c’ero. Vi ho visti. Ne abbiamo parlato insieme. Voi, i grandi produttori; voi, i grandi registi; voi, i grandi agenti; voi, i grandi finanzieri. E voi, i capi dei grandi studios rivali; voi, i grandi attori; voi, le grandi attrici; voi, le grandi modelle. Voi, i grandi giornalisti; voi, i grandi sceneggiatori; voi, le grandi rockstar; voi, i grandi ristoratori; voi, i grandi politici. Io ero lì con voi. (…) Forse non conoscevamo il livello di questo schifo, gli stupri, le donne sbattute al muro. Ma qualcosa sapevamo. Ma che avremmo dovuto fare? A chi avremmo dovuto dirlo? Harvey aveva la stampa in pugno. Avremmo dovuto chiamare la polizia? Per dire cosa. Le vittime hanno scelto di non parlare ma se ne avessero parlato con i loro agenti gli avrebbero consigliato di tacere”.

Lo sceneggiatore rincara la dose:

“Tutti conoscevamo qualcuno che aveva ricevuto le sue avances. Ma in qualche modo ridevamo della sua arroganza, la vedevamo come una grottesca esibizione di potere. Era molto più facile per noi crederci. Perché… e qui lo schifo incontra la melma: con Harvey abbiamo passato i momenti migliori. Ci portava ai Golden Globe organizzava feste pazzesche. Cannes, Berlino, Venezia, jet privati, limousine. (…)  Lui dava, dava, e dava. E i suoi soldati dovevano ripagarlo con una fedeltà degna di un padrino mafioso. Era glorioso, tutto. Che sarà mai se era un po’ prepotente con qualche giovane modella? Perché avremmo dovuto noi fermare il gioco? La gallina dalle uova d’oro non capita molte volte nella vita di un uomo. Ci servivano le uova. Okay, forse non ci servivano ma ci piacevano davvero davvero molto”.

Nel suo post Rosenberg chiede scusa per tutto questo alle vittime di Weinstein:

“Per questo sarò eternamente dispiaciuto, per tutte le donne che hanno dovuto subire. Il loro coraggio è un faro che illumina la mia vergogna. Mi scuserò in eterno con tutti quelli che hanno sofferto in silenzio. E che hanno scelto di rimanere in silenzio oggi. (…) Mi dispiace. Mi scuso e mi vergogno, perché alla fine sono stato complice, non ho detto niente. Harvey con me è stato meraviglioso quindi mi sono preso i benefici e ho tenuto la bocca chiusa. Ma anche tutti voi dovete scusarvi. Voi sapete chi siete. Sapevate tutto e sapete che io so che ne eravate al corrente perché ero lì con voi. E perché tutti, tutti sapevano”.

 

Settima scorsa una ammissione simile era stata fatta da Jane Fonda: “Ho scoperto di Harvey circa un anno fa e mi sono vergognata di non aver detto nulla allora. Sono così fiera di tutti quegli attori che stanno parlando e so che ci vorrà del tempo. E’ una cosa molto difficile da fare. Ma è giusto farla”.

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