Alan Turing, graziato 60 anni dopo sua morte. Punito perché gay

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Dicembre 2013 21:38 | Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre 2013 8:50
Alan Turing, graziato 62 anni dopo sua morte. Punito perché gay

Alan Turing, graziato 62 anni dopo sua morte. Punito perché gay

LONDRA – Grazia postuma della Regina Elisabetta al matematico britannico Alan Turing, che giocò un ruolo decisivo durante la Seconda Guerra Mondiale riuscendo a decriptare i codici nazisti. La Sovrana ha infatti concesso allo scienziato il perdono reale dopo oltre 60 anni dalla condanna per omosessualità.

Turing, considerato l’Einstein della matematica e pioniere dei computer, è morto nel 1954 all’età di 41 anni avvelenato dal cianuro, veleno tipicamente usato all’epoca per i suicidi anche se la tesi non è mai stata provata. Era stato condannato due anni prima per “indecenza” e costretto alla castrazione chimica a causa della sua omosessualità, illegale nel Regno Unito fino al 1967.

Durante la sua breve vita, Alan Turing aveva posto le basi dell’informatica moderna definendo i criteri de ‘l’intelligenza artificiale’ ancora oggi usata: noto è “test di Turing“, che si basa sulla capacità di una macchina di tenere una conversazione. Ma il matematico è passato alla storia anche e soprattutto per essere riuscito a decifrare i codici della macchina ‘Enigma’, usata dai sommergibili tedeschi in navigazione nel Nord Atlantico durante la Seconda Guerra Mondiale: alcuni storici attribuiscono a questo ‘colpo di genio’ la caduta di Hitler.

Alan Turing è stato graziato martedì, 59 anni dopo la sua morte, dalla regina su proposta del Ministro della Giustizia Chris Grayling che aveva sottolineato come il matematico fosse stato “un uomo eccezionale, con una mente brillante”. “La sua vita fu poi oscurata dalla condanna per omosessualità che oggi potremmo considerare come ingiusta e discriminatoria e quindi da annullare”, aveva sostenuto il ministro. Sono state molte, negli ultimi anni, le campagne nel Regno Unito per riabilitare Turing, un eccentrico timido che spesso indossava una maschera antigas per evitare la febbre da fieno quando era in bicicletta. Già nel 2009 l’allora primo ministro Gordon Brown parlò di lui sottolineando come fosse stato trattato “orribilmente”.