Charlie Hebdo. Bombe contro Islam a Lione e Le Mans. I rischi di guerra civile

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Gennaio 2015 11:53 | Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2015 7:54
Charlie HEbdo. Bombe contro Islam a Lione e Le Mans. I rischi di guerra civile

Charlie HEbdo. Bombe contro Islam a Lione e Le Mans. I rischi di guerra civile

PARIGI – Charlie Ebdo. Bombe contro Islam a Lione, i rischi di una guerra civile. Stamattina intorno alle 6 c’è stata un’esplosione, dolosa secondo i primi accertamenti, davanti a un ristorante di kebab vicino a una moschea a Villefranche-sur-Saone, nella regione di Lione, Francia centro-orientale. Non ci sono vittime. Un fitto lancio di granate è stato invece registrato a Le Mans, nel cortile della Mosquée des Sablons, sulla rue de la Bertinière, una sarebbe esplosa. Non ci sarebbero feriti né particolari rivendicazioni, ma è chiaro che dopo il sanguinoso attentato di matrice fondamentalista alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, l’orrore per l’assassinio di 12 giornalisti, si teme una risposta violenta, organizzata e diffusa contro obiettivi islamici.

Un clima di guerra.  E’ quello che si respira in una Francia sconvolta da quello che in molti osservatori considerano una riedizione francese dell’11 settembre americano. Lo stato d’allerta è al massimo grado, in particolare in tutto l’Ile de France, la regione di Parigi. Le “plan Vigipirate”, il piano antiterrorismo che da più di 30 anni riunisce tutte le polizie contro il rischio attentati, segnala codice rosso, “alerte attentat”: restrizioni sui grandi assembramenti, misure speciali di sicurezza su voli e aeroporti, allerta immediata di mezzi aerei e navali.

Sul piano politico la parola “guerra” incombe, gli appelli ai cosiddetti musulmani moderati lasciano il posto a propositi più bellicosi, in un paese con almeno un decimo della popolazione che si dichiara musulmana, nonostante il processo progressivo di secolarizzazione. “Quando c’è una guerra occorre vincerla” è l’editoriale di Le Figaro. “E’ guerra dichiarata contro la civiltà, che ha la responsabilità di difendersi” ha detto l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, al termine di un incontro di mezz’ora all’Eliseo con il suo successore Hollande.

Marine Le Pen invoca il ritorno della pena di morte. Ma si attendono soprattutto le mosse del Front National. Finora Marine Le Pen non è stata ricevuta all’Eliseo (e se ne lamenta visto che rappresenta un quarto degli elettori francesi). Su Twitter ha inviato un messaggio: “”Voglio offrire ai francesi un referendum sulla pena di morte. Personalmente, penso che questa possibilità debba esistere”. Anche lei non nega il conflitto in corso: “La Francia deve essere in guerra contro il fondamentalismo” ha dichiarato, senza alzare troppo i toni e riconoscendo la dignità e il coraggio della popolazione francese  (“la reaction populaire salvatrice”) che domenica sarà chiamata a Parigi per una grande manifestazione unitaria. Non ha potuto non rivendicare il merito del Front National ad aver per primo compreso i pericoli del fondamentalismo.

Che è legato all’immigrazione, a suo dire incontrollata. Per questo propone il ripristino del controllo delle frontiere (contro Schengen), la perdita della nazionalità francese (per i sospetti fiancheggiatori o attivisti radicali), il rinforzo di mezzi e risorse alle forze dell’ordine.

Jean Marie Le Pen, “i moderati si faranno estremisti”. Meno diplomatico il vecchio fondatore del Front National. “Si è moderati ma poi si può diventare estremisti sia per convinzione che per paura. Tutte le comunità che hanno a che fare col terrorismo finiscono prima o poi per obbedirgli. Finirà per farlo anche la comunità moderata, per paura” ha dichiarato, in un’intervista al Giornale, Jean-Marie Le Pen, secondo cui ”L’Europa dorme su un vulcano”. Parole che finiscono per condurre a foschi presagi: a diventare estremisti saranno anche i moderati francesi?