3 giugno, via libera per spostarsi tra una Regione e l’altra. La bozza del nuovo decreto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2020 13:01 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2020 13:59
3 giugno, via libera per spostarsi tra una Regione e l'altra. La bozza del nuovo decreto

Controlli Polizia: dal 3 giugno via libera agli spostamenti tra regioni (Ansa)

ROMA – Dal 3 giugno (il mercoledì che segue la Festa della Repubblica) sarà possibile spostarsi da Regione a Regione.

La bozza del nuovo decreto relativo alla fase 2 prevede, infatti, che il limite agli spostamenti fuori Regione siano motivati. Il limite motivato, dunque, e non il contrario.

“A decorrere dal 3 giugno, gli spostamenti possono essere limitati solo con provvedimenti motivati (…) secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree”, recita l’articolo 4 della bozza.

Per esempio, si ipotizza che ci siano dei limiti per i contagiati (o per persone in quarantena preventiva).

Il decreto che contiene lo spostamento tra Regioni

Tra le norme previste, anche quella che autorizza i sindaci a chiudere temporaneamente le aree pubbliche o aperte al pubblico “in cui sia impossibile garantire adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro”, e quella che consente la ripresa delle attività economiche e produttive “a condizione che rispettino i contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di esercizio o in ambiti analoghi, adottati a livello nazionale”.

Le Regioni, al riguardo, potranno “adottare propri protocolli nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali”.

Alle Regioni spetta anche il monitoraggio dell’andamento dell’epidemia e l’invio quotidiano dei dati al ministero della Salute, all’Istituto superiore di sanità e al Comitato tecnico scientifico. Sulla scorta di queste informazioni i governatori potranno “introdurre, anche nell’ambito delle attività economiche e produttive svolte nel territorio regionale, misure derogatorie, ampliative o restrittive”.

Stando alla bozza, infine, la seconda parte del decreto è dedicata alle sanzioni e ai controlli, che spettano questi ultimi ai Prefetti. Chi non rispetterà le norme rischia una sanzione amministrativa da 400 a 3000 euro e anche la chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. (fonte Agi)