Aggressione omofoba a Milano: barista attaccato con coccio di bottiglia prima del gay pride

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 28 Giugno 2021 - 12:31 OLTRE 6 MESI FA
Aggressione omofoba a Milano: barista attaccato con coccio di bottiglia prima del gay pride

Aggressione omofoba a Milano: barista attaccato con coccio di bottiglia prima del gay pride (Foto d’archivio Ansa)

Aggressione omofoba a Milano prima del Gay Pride di sabato 26 giugno. Un barista ha denunciato di essere stato minacciato e poi anche colpito e ferito con un coccio di bottiglia.

Aggressione omofoba a un barista di Milano prima del gay pride

Prima le offese di stampo omofobo accompagnate da minacce, poi uno sfregio al viso dall’angolo della bocca all’occhio con un coccio di bottiglia. E l’aggressione omofoba subita alle 4 del mattino fra venerdì e sabato – come riporta Il Corriere della sera – da un ragazzo di 24 anni, barista in un locale della zona del Lazzaretto, a Milano. 

E’ successo alla vigilia del Gay Pride, che si è tenuto sabato 26 giugno. Il ragazzo aveva finito il suo turno di lavoro e si era fermato in zona, ritrovo amato dai giovani, insieme a un amico, quando sono stati avvicinati da 4 persone che hanno iniziato a insultarli.

Il barista e l’amico hanno tentato di allontanarsi ma sono stati seguiti e bloccati. Uno è stato ferito con un pugno, il barista sfregiato al volo con un coccio di bottiglia. Un ferita curata al pronto soccorso del Fatebenefratelli con dieci punti di sutura.

Il titolare del bar chiede giustizia

“Dove sono le autorità? Dove sono i controlli. E non venite a dirci che non si tratta di omofobia. In una città come Milano, o altrove, questi attacchi non devono più accadere”. Così sui social il titolare del bar dove lavora il giovane cameriere.

“Ieri sera, alla vigilia del pride Milano, un nostro dipendente, dopo 8 ore di estenuante lavoro – scrive sui social il titolare del noto locale -, viene prima insultato con epiteti… e poi preso a bottigliate da un gruppo di schifosi. Finisce in ospedale, punti di sutura sul viso, la macchia di sangue è ancora visibile tra il Lazzaretto e Viale Tunisia”.

“Fate girare – è l’invito rivolto dagli avventori del locale – perché un giorno potreste essere voi oggetto di un’aggressione omofoba. Il Ddl Zan serve eccome e subito!”. Tanti i commenti di solidarietà e le condivisioni del post.