Alessandro Moscatelli denuncia: “Discriminato dopo congedo parentale, ora vivo in Australia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 gennaio 2018 13:33 | Ultimo aggiornamento: 8 gennaio 2018 13:33
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Alessandro Moscatelli denuncia: “Discriminato dopo congedo parentale, ora vivo in Australia”

TORINO – Ha scelto di prendere un congedo parentale di sei mesi per stare con la figlia di 2 anni, ma al suo rientro in azienda qualcosa era cambiato. Alessandro Moscatelli, 47 anni, ha raccontato di essere stato discriminato e mobizzato, tanto da essere arrivato a licenziarsi e aver deciso di trasferirsi in Australia con la famiglia. “Il congedo parentale è visto come un’onta in Italia”, ha dichiarato Moscatelli esprimendo tutta la sua delusione.

Per questo motivo il papà di origini torinesi ed ex dipendente di una grande società pubblicitaria di Milano ha deciso di raccontare la sua storia a Davide Lessi su La Stampa, sottolineando come sia stato demansionato e lasciato solo al rientro a lavoro dal congedo parentale. Moscatelli aveva deciso di prendere sei mesi per stare con la figlia dopo anni passati a lavorare anche 10 ore al giorno e così ha usufruito di questa possibilità e ha fatto un viaggio intorno al mondo con la moglie. Il papà ha dato il preavviso in azienda e si aspettava delle difficoltà al rientro a lavoro, ma ha trovato un ambiente ancora più ostile:

“«Alla mia scrivania c’era un altro collega. Prima del congedo coordinavo un gruppo di dieci persone, del resto lavoravo in quell’azienda da sette anni e avevo fatto carriera. Quando sono tornato, sei mesi dopo, mi hanno demansionato. Poi hanno deciso di inserirmi nell’elenco di dieci persone che avrebbero messo in cassa integrazione».

 

Come si sono comportati i suoi colleghi?

«Mi sono trovato solo. Certo, qualcuno mi esprimeva la solidarietà in privato. Ma il clima era pesante e quando ho sentito della cassa integrazione ho deciso di andarmene e rivolgermi al nostro rappresentante sindacale che è riuscito a trovare un accordo con l’azienda. Del resto mi stavano discriminando e c’erano i margini per una causa legale».

Si aspettava tale comportamento da parte dell’azienda?

«Guardi, avevo previsto delle difficoltà. In Italia, soprattutto nel privato, l’idea che un padre chieda il congedo parentale è vista come una cosa strana. Molti non sanno nemmeno che ci sia una legge che ti permette di prenderti dei mesi per curare gli affetti nella tua famiglia. Ma non mi aspettavo che la cosa venisse vista come un’onta. Tant’è che lo scrivo anche nel mio libro “Cambi di rotta”»”.

Ora Moscatelli vive in Australia con la sua famiglia e vicino ai suoceri, e proprio dall’altra parte del mondo è nato il figlio Jack.