Alluvione Genova, Rimassa: “Grande bugia, è stato fatto tutto a tavolino”

Pubblicato il 18 Ottobre 2012 9:32 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2012 9:33
Alluvione Genova

GENOVA – Dopo l’arresto di Sandro Gambelli, il responsabile Protezione civile del comune di Genova, finito agli arresti domiciliari per l’alluvione del 4 novembre 2011 in cui morirono sei persone, Andrea Rimassa, funzionario dello stesso Comune, racconta chi, come e con quali pressioni si concepì la grande bugia sull’alluvione.

Andrea Rimassa racconta:

Bisognava evitare sputtanamenti, sviare responsabilità penali, politiche e amministrative. Tacere, e che chi avesse parlato sarebbe stato esposto a ritorsioni. Perché se fosse venuta fuori la verità sul Fereggiano, ci sarebbero state conseguenze spiacevoli per tutti. Perciò, nel corso d’ una serie d’incontri segreti protrattisi per quattro giorni, fu fabbricato il falso perché avevano paura delle ripercussioni sull’opinione pubblica.

Rimassa è stato interrogato il 21 luglio dalla polizia, non è indagato e spiega in che modo si decise di “anticipare” a tavolino l’esondazione, falsificando il verbale della ricostruzione ufficiale, per fingere che fosse imprevedibile e che nulla avrebbero potuto fare i manager pubblici. Al funzionario viene quindi prodotto il dossier incriminato, in cui i vertici della Protezione civile comunale dicono che il Fereggiano ha tracimato alle 12,10-12.15, anziché alle 12.53 come certificano i filmati. Quella versione finta, da subito, fu riportata in tv dall’allora sindaco Marta Vincenzi e dal vice Paolo Pissarello.

Rimassa continua quindi il suo racconto, rispondendo alle domande della Procura:

Voglio premettere che parlo solo ora perché avevo timore di ripercussioni…Il verbale è sicuramente falso nella cronologia. Non fu fatto in tempo reale, ma appositamente modificato e ricomposto al fine precipuo di sviare responsabilità penali, amministrative, politiche in capo ad alti dirigenti…Tutto questo venne fatto in mia presenza. Rammento che a un certo punto la polizia municipale aveva segnalato un significativo aggravamento della situazione in Valbisagno».

Gambelli (Sandro, responsabile della Protezione civile a Tursi, ora agli arresti domiciliari) fece una prima stesura, non ricordo il giorno. Il 5, il 6 o il 7 novembre fui chiamato da lui a una riunione…Trovai Gabutti (Roberto, coordinatore dei volontari delegati al monitoraggio dei torrenti, indagato) e forse qualcun altro. Quasi subito Gambelli iniziò a parlare con Gabutti della necessità di mettere a posto gli aspetti tecnici e giuridici per evitare che fossero “esposti” i volontari ed eventualmente Gambelli stesso. Temevano si potessero verificare seri danni alla Protezione civile comunale e responsabilità penali personali.