Andrea Pignani, il killer di Ardea e la consulenza psichiatrica un mese fa dopo una lite con la madre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Giugno 2021 9:19 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2021 9:19
Andrea Pignani, il killer di Ardea e la consulenza psichiatrica un mese fa dopo una lite con la madre

Andrea Pignani, il killer di Ardea e la consulenza psichiatrica un mese fa dopo una lite con la madre FOTO ANSA

Il killer di Ardea, Andrea Pignani, e la consulenza psichiatrica ricevuta un mese fa, dopo una violenta lite con la madre. Emergono nuovi dettagli della strage avvenuta domenica ad Ardea, vicino a Roma. In quella folle domenica un uomo armato e psicolabile, Andrea Pignani, ha ucciso a sangue freddo due bambini e un anziano, togliendosi poi la vita.

Andrea Pignani fu sottoposto a “consulenza psichiatrica” per uno “stato di agitazione psicomotoria” l’11 maggio scorso presso il Pronto Soccorso del Nuovo Ospedale dei Castelli di Ariccia (Roma). E’ quanto è emerso dagli accertamenti dei carabinieri e della Procura di Velletri. In ospedale Pignani fu accompagnato “volontariamente” da un’ambulanza dopo una lite con la madre. Pignani non era comunque in cura “per patologie di carattere psichiatrico”.

Il killer di Ardea ha sparato e ucciso a caso

Andrea Pignani era uscito di casa intorno alle 11 con felpa, zainetto e guanti e avrebbe percorso con la pistola in pugno alcune strade del comprensorio di Colle Romito, ad Ardea. Poi ha puntato la pistola contro le prime persone che ha incontrato, i due bambini. E’ quanto accertato finora dagli investigatori che stanno ricostruendo i terribili attimi della strage di Ardea.

Le prime persone che l’uomo ha incontrato sono stati dunque i fratellini Fusinato a cui, secondo quanto si è appreso, avrebbe sparato un colpo ognuno. Poi è passato in bicicletta Salvatore Ranieri a cui avrebbe sparato due colpi. A quel punto è tornato a casa dove, dopo aver fatto uscire la madre, si è barricato. Dalle indagini dei carabinieri non risulterebbero altre persone scampate agli spari né liti o dissidi con le famiglie delle vittime.

La pistola e il Tso

“Non la trovavamo”. Si sarebbero giustificati così i familiari di Andrea Pignani. A quanto ricostruito dagli investigatori, la pistola era regolarmente detenuta dal padre di Pignani, morto diversi mesi fa. L’uomo fino al 1986 era stato una guardia giurata poi aveva continuato a detenere regolarmente la pistola. La famiglia si era trasferita nel comprensorio di Colle Romito nel 2019. 

Non ho firmato alcun Tso per il soggetto in questione. In quattro anni ne ho disposto solo uno e non è nei confronti di questa persona. Ho saputo che è stato in cura ma senza il coinvolgimento di questa amministrazione”. Lo spiega il sindaco di Ardea, Mario Savarese, sulle notizie di un presunto Tso, (il trattamento sanitario obbligatorio), cui era stato sottoposto in passato Andrea Pignani.