Antitrust: “Poste, servizi pubblici ed energia vanno liberalizzati”

Pubblicato il 5 Gennaio 2012 21:27 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2012 22:42

ROMA – Dai servizi pubblici locali alle poste, dai trasporti alle banche all’energia, fino alle professioni e alla semplificazione dell’attivita’ amministrativa. Sono queste alcune delle proposte tecniche inviate dall’Antrust al Parlamento per favorire la concorrenza e ”fare ripartire al piu’ presto la crescita economica”.

Le liberalizzazioni sono necessarie ma vanno ”accompagnate con interventi che garantiscano l’equita’ sociale e che favoriscano, anche attraverso le opportune riforme del diritto del lavoro, nuove opportunita’ di inserimento per i soggetti che ne uscissero particolarmente penalizzati”. Lo scrive l’Antitrust nella segnalazione a Governo e Parlamento.

Scorporare Banco Posta da Poste Italiane, ridefinire il servizio universale, limitandolo ai servizi veramente essenziali e ridurre la durata dell’affidamento a Poste, attualmente fissata a 15 anni.

E’ quanto si legge nella segnalazione a Governo e Parlamento dell’Antitrust, che spiega: per Banco Posta, occorre prevedere la costituzione di una societa’ separata da Poste, che abbia come oggetto sociale lo svolgimento dell’attivita’ bancaria e che risponda ai requisiti della normativa settoriale.

Andare avanti sulla strada delle liberalizzazioni e realizzare ”un circolo virtuoso” superando ”egoismi di parte” e ”resistenze degli interessi consolidati” nell’interesse del Paese. L’Antitrust ribadisce in una segnalazione a Governo e Parlamento, firmata dal presidente Giovanni Pitruzzella, i settori da aprire per ”fare ripartire al piu’ presto la crescita”, ma avverte che questo processo deve essere accompagnato da ”interventi che garantiscano l’equita’ sociale e che favoriscano, anche attraverso le opportune riforme del diritto del lavoro, nuove opportunita’ di inserimento per i soggetti che ne uscissero particolarmente penalizzati”.

I settori sui quali intervenire sono, in gran parte, quelli sui quali l’Autorita’, fino a poche settimane fa guidata dall’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricala’, sulla cui scrivania passa il dossier liberalizzazioni, ha concentrato la propria attenzione negli ultimi anni. Si va dai servizi pubblici locali alle poste, dai trasporti alle banche e all’energia, dai farmaci di fascia C ai taxi, dal commercio alla tutela dei consumatori, fino alle professioni e alla semplificazione dell’attivita’ amministrativa.

Secondo l’Antitrust la legge annuale sulla concorrenza e’ lo strumento con il quale procedere: per vincere ostacoli e resistenze dei gruppi che si sentono danneggiati, ”occorre infatti recuperare la dimensione dell’interesse generale e la sua prevalenza sui vari egoismi di categoria, procedendo con interventi di ampia portata che contestualmente sciolgano i nodi anticoncorrenziali su mercati diversi e con attori economico-sociali differenti”.

L’Antitrust ha consapevolezza che per superare le numerose ”incrostazioni corporative e le resistenze dei grandi attori economici ad un’effettiva apertura del mercato, la politica di liberalizzazioni dovra’ inevitabilmente essere una sorta di work in progress; ma l’urgenza della crisi richiede di non indugiare e di attuare gli interventi di immediata applicazione”.

Allo stesso tempo, pero’, ”non vanno sottovalutati i costi sociali sottesi, nel brevissimo periodo, alle liberalizzazioni”. Per questo l’Autorita’ invita istituzioni e forze politiche a garantire l’equita’ sociale e a favorire nuove opportunita’ di lavoro ”per i soggetti che a causa dei complessi processi di ristrutturazione economica, lo hanno perduto o corrono il rischio di perderlo”.