Antonveneta, condannati ex vertici Mps: oltre 7 anni a Mussari e Vigni

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Novembre 2019 18:11 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2019 18:11
Antonveneta, condannati ex vertici Mps: oltre 7 anni a Mussari e Vigni

L’ingresso di rocca Salimbeni, sede della banca Mps

MILANO – Tutti condannati a Milano al processo per presunte irregolarità nelle operazioni legate all’acquisizione di Antonveneta. A cominciare dagli ex vertici di Monte Paschi di Siena: inflitti 7 anni e 6 mesi di carcere all’ex presidente Giuseppe Mussari, 7 anni e 3 mesi al dg Antonio Vigni e a 4 anni e 8 mesi all’ex direttore dell’area finanza Gian Luca Baldassarri. I giudici hanno anche condannato Daniele Pirondini, ex direttore finanziario di Rocca Salimbeni a 5 anni e 3 mesi.

Nello specifico i giudici della seconda penale, al termine del processo milanese durato quasi 3 anni, hanno condannato tutti e 16 gli imputati, tra persone fisiche e giuridiche. Sono stati condannati, infatti, anche Marco Di Santo, altro ex manager Mps, a 3 anni e 6 mesi, e gli ex dirigenti e manager di Deutsche Bank Ivor Scott Dunbar (4 anni e 8 mesi), Matteo Angelo Vaghi (3 anni e 6 mesi), Michele Faissola (4 anni e 8 mesi), Michele Foresti (4 anni e 8 mesi) e Dario Schilardi (3 anni e 6 mesi). Per Marco Veroni, ex di Deutsche Bank Ag London Branch, 3 anni e 6 mesi e poi ancora 4 anni e 8 mesi per Sadeq Sayeed, ex di Nomura come Raffaele Ricci (per lui 3 anni e 5 mesi).

A tutti, però, sono state concesse le “attenuanti generiche” ma non a Mussari e nemmeno all’ex managing director di Deutsche Bank Ivor Scott Dunbar, mentre per tutti sono state escluse le aggravanti della transnazionalità e del “grave nocumento ai risparmiatori”.

Ritenute responsabili per una pluralità di presunti illeciti anche Deutsche Bank, compresa la filiale londinese, e Nomura, imputate come enti. Per queste ultime, il Tribunale ha disposto confische per un importo complessivo di oltre 150 milioni di euro. I giudici della seconda sezione penale hanno anche condannato i due istituti di credito a sanzioni pecuniarie da 3 milioni di euro ed oltre. I pm avevano chiesto sanzioni pecuniarie più basse, da 1,8 milioni. La Procura, invece, aveva chiesto confische da 444,8 milioni per la banca giapponese e di 440,9 milioni per quella tedesca, mentre i giudici le hanno disposte per 88 milioni a carico di Nomura e per 64 milioni a carico di Deutsche, compresa la filiale londinese. Per un totale, dunque, di circa 152 milioni di euro.

Nel mirino dell’accusa sono finite le operazioni sui derivati Santorini e Alexandria, il prestito ibrido Fresh e la cartolarizzazione Chianti Classico. Per tutti e 13 gli imputati persone fisiche (gli altri 3 imputati erano le banche Deutsche, compreso il ramo londinese, e Nomura) è stata infine disposta l’interdizione “dai pubblici uffici e dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese” e l’incapacità a “contrattare con la Pubblica Amministrazione per la durata di due anni”. I giudici, poi, hanno anche ordinato la “pubblicazione della presente sentenza su Corriere della Sera e sul Sole24ore”.

E’ stato dichiarato il non doversi procedere per prescrizione solo per una piccola parte delle imputazioni, ossia una parte delle contestazioni di ostacolo all’attività degli organi di vigilanza. Gli altri reati al centro del processo erano manipolazione del mercato, falso in bilancio, falso in prospetto. Le pene comminate agli ex vertici di Mps sono state solo lievemente più basse rispetto a quelle chieste dai pm (avevano chiesto otto anni di carcere per Mussari e Antonio Vigni e sei anni per Baldassarri).

La Procura aveva proposto, poi, di assolvere con la formula “per non aver commesso il fatto” gli ex managing director di Deutsche Bank, Ivor Scott Dunbar e Matteo Angelo Vaghi, e Db Ag London Branch, ma anche per loro sono arrivate le condanne.

Le motivazioni della sentenza sono attese tra 90 giorni. 

Fonte: Ansa