Il bimbo nato con 2 teste un anno fa in Sicilia: oggi sta bene, parla e cammina

di Antonella del Sordo
Pubblicato il 11 Novembre 2020 - 09:08| Aggiornato il 13 Aprile 2021 OLTRE 6 MESI FA
Il bimbo nato con 2 teste un anno fa in Sicilia: oggi sta bene, parla e cammina

Il bimbo nato con 2 teste un anno fa in Sicilia: oggi sta bene, parla e cammina (Foto Ansa)

Nessuno pensava ce l’avrebbe fatta il piccolo bimbo nato con due teste a Palermo lo scorso anno. Dopo l’intervento invece oggi sta bene.

Perché poi, oltre alla scienza e ai dati su cui essa si basa, c’è il coraggio. E c’è la fiducia. E c’è la speranza. Sia per i medici, che per i genitori. Aveva solo il 17% di riuscita l’intervento di Santiago, il bambino venuto al mondo affetto da encefalocele. E nonostante quella percentuale così esigua, i genitori del neonato, non hanno esitato un attimo a lasciare Palermo, volare a Roma e affidare il loro figlioletto all’equipe del Bambin Gesù di Roma.

Lo hanno chiamato “il miracolo dei Cappuccini” dal nome del gruppo di preghiera che ha sostenuto la famiglia, e oggi il bimbo nato con due teste sta bene, sorride, cammina a gattoni e dice le prime paroline. 

Il piccolo era nato con un enorme rigonfiamento attaccato alla nuca, come una seconda testa, una malformazione rarissima. Nessuno pensava ce l’avesse fatta, invece alla fine tutto è andato per il meglio.

I medici che lo hanno operato appena dopo la nascita, puntando sul 17 per cento di probabilità che l’intervento chirurgico riuscisse, oggi guardano con fiducia ai progressi neurologici del bambino.

Le parole della madre

Era il 7 novembre 2019, un anno fa. Lei, la madre, Martina sapeva già che quel figlio sarebbe nato con una malformazione gravissima. Scientificamente si parla di encefalocele: cioè la fuoriuscita di tessuto celebrale e meningeo a causa di una malformazione congenita del cranio, conseguente a una saldatura incompleta delle ossa.

“Con mio marito Maurizio non abbiamo mai avuto dubbi – racconta Martina – lo avremmo fatto nascere e accolto. I medici mi avevano detto chiaramente che c’erano poche possibilità che sarebbe sopravvissuto, mi hanno pure fatto firmare un documento in cui autorizzavo le cure compassionevoli”.

La seconda testa è stata rimossa e il liquido ricomposto nel cranio. Spesso l’operazione non ha l’esito atteso. E invece stavolta è andata bene. “Non bisogna mai smettere di sperare”. è il messaggio di mamma Martina. (Fonti Fanpage e La Stampa).