Bonucci, Icardi, Ferragni… lista nera dei rider su quelli che non lasciano la mancia

di Filippo Limoncelli
Pubblicato il 26 Aprile 2019 8:48 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2019 11:48
rider minacciano vip

Bonucci, Icardi, Ferragni… lista nera dei rider su quelli che non lasciano la mancia

ROMA – I lavoratori delle app di delivery food hanno svelato su Facebook la lista delle celebrità che non lasciano mance. In occasione del 25 aprile, sulla pagina Facebook Deliverance Milano hanno deciso di rivelare i nomi di coloro che ricevono pasti per ordinazione, ma sono noti tra gli addetti ai lavori per il “braccino corto”. Nella black list diramata figurano numerosi calciatori. I più conosciuti sono Icardi (e Wanda Nara), Bonucci e Higuain. Tra i giocatori compare anche l’altro interista Danilo D’Ambrosio, insieme a tanti famosi ex come Abbiati, Cannavaro e Philippe Mexes. Tra gli altri nomi famosi ci sono Chiara Ferragni e Fedez che non sono soliti lasciare mance. La lista dei cantanti lunga: Marracash, Rovazzi, Clementino, Rocco Hunt e molti altri.

Tanti volti conosciuti e un avvertimento: “Sono star e vip che regolarmente ordinano con le app e non lasciano la mancia a nessun fattorino, nemmeno in caso di pioggia – attaccano i rider -. Ricordatevi sempre una cosa, clienti: entriamo nelle vostre case, vi portiamo il cibo e qualsiasi altra cosa vogliate, praticamente a tutte le ore del giorno, siamo in strada sotto la pioggia battente o sotto il sole cocente, senza assicurazione”. Aggiungendo con tono minaccioso: “Sappiamo tutto di voi. Sappiamo cosa mangiate, dove abitate, che abitudini avete”.

Poi un monito: “Se l’informazione è potere, noi rider liberiamo i dati!”, si legge sulla pagina Deliverance Milano. Con questa provocazione, i fattorini vogliono mettere in luce il “lato oscuro della gig economy”: conoscono gli indirizzi dei clienti e anche le multinazionali ne sono a conoscenza. Per questo motivo si chiedono: “Che cos’è la privacy nel 2019? Per noi è un nuovo welfare, indotto dal denaro raccolto dalla monetizzazione dei nostri dati e la redistribuzione di tale ricchezza. Ma è anche trasparenza dei conti nelle aziende dell’economia digitale. È il diritto all’oblio e l’accesso libero alla tecnologia”. (fonte CORRIERE.IT)