Calabria, consigliere regionale Rappoccio arrestato. “Voto di scambio e truffa”

Pubblicato il 28 agosto 2012 8:17 | Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2012 12:45
Antonio Rappoccio, consigliere regionale Calabria, arrestato

Antonio Rappoccio

REGGIO CALABRIA – Arrestato il consigliere regionale della Calabria Antonio Rappoccio (Pri- Gruppo Scopelliti presidente). L’accusa è di associazione a delinquere, truffa e voto di scambio. L’ordine di arresto per Rappoccio è stato firmato dall’avvocato generale dello Stato Francesco Scuderi che lo scorso mese di luglio aveva affidato alla Guardia di Finanza una serie di accertamenti sul conto del Rappoccio al quale erano state perquisite casa e uffici. L’esponente del Pri che sostiene la maggioranza di centro destra alla Regione Calabria, per ottenere l’elezione in consiglio regionale, nel 2010, avrebbe messo in piedi un meccanismo di “concorsi fantasma” con lo scopo di accaparrarsi i voti di molti giovani reggini, in cerca di prima occupazione.

A ciascuno di loro era stato richiesto “un impegno elettorale”. Ogni giovane aveva ricevuto dalla segreteria di Rapoccio una scheda che poi era stata restituita, in cui figuravano annotati i nomi degli elettori di cui era stato assicurato il voto, con indicazione del seggio e della sezione elettorale. Il meccanismo era ben organizzato: Rappoccio si sarebbe servito anche di alcune cooperative l’Alicante, la Iride Solare e la Sud Energia per mascherare i “fantomatici progetti occupazionali”.

Dalle indagini è emerso che Rappoccio avrebbe incassato l’appoggio elettorale di almeno 850 persone a cui era stato imposto di iscriversi, dietro pagamento di 15 euro, alla cooperativa Alicante e solo dopo, dietro pagamento di 20 euro avrebbero potuto partecipare al concorso per un’ipotetica assunzione nell’ambito della gestione del fotovoltaico. Le prove scritte erano state addirittura eseguite, naturalmente prima delle elezioni regionali del 2010 che hanno sancito l’entrata a Palazzo Campanella dell’esponente del Pri. Nessuna traccia però delle prove orali.

Rappoccio avrebbe inoltre richiesto ad ognuno degli 850 giovani di votare, nel 2011 il nome di Elisa Campolo al consiglio comunale di Reggio Calabria. La candidata non è stata eletta, ma ha comunque ottenuto un gran numero di consensi. I giovani selezionati si sarebbero poi dovuti impegnare a sostenere con lo stesso numero di voti un’ ipotetica rielezione di Rappoccio al parlamento nazionale.

Rappoccio è accusato anche di peculato: le telefonate di convocazione per “istruire” i giovani al voto sarebbero partite dai telefoni installati dentro il palazzo che ospita il Comune di Reggio Calabria.

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