Calciopoli, arriva la prescrizione. Luciano Moggi: “Processo abnorme”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2015 1:43 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2015 1:56
Calciopoli, processo prescritto: Moggi e Giraudo se la cavano

Calciopoli, processo prescritto: Moggi e Giraudo se la cavano

ROMA – E’ calata la mannaia della prescrizione sul processo Calciopoli in Cassazione: quasi tutti i reati sono stati dichiarati estinti e annullati senza rinvio. Prescrizione per Luciano Moggi e Antonio Giraudo, assolti gli arbitri Paolo Bertini e Antonio Dattilo.

La Cassazione inoltre ha rigettato i ricorsi di Andrea e Diego Della Valle e degli ex arbitri Massimo De Santis – che aveva rinunciato alla prescrizione – e Salvatore Racalbuto.

Per alcuni aspetti risarcitori nei confronti delle società e dei ministeri costituitisi parte civile ci saranno delle quantificazioni che saranno stabilite dal giudice civile. Annullata senza rinvio anche la condanna per l’ex arbitro Pierluigi Pairetto. Prescritto il reato anche per Innocenzo Mazzini, ex vicepresidente della Figc.

Abbiamo scherzato per nove anni e questa è una cosa spiacevole, perché questo processo abnorme si è risolto in nulla: solo tante spese. In nove anni si è appurato che il campionato è stato regolare, i sorteggi regolari e non ci sono state conversazioni sulle designazioni”. Questo il commento dell’ex dg della Juventus, Luciano Moggi, al verdetto della Cassazione.

Paolo Bertini, ex arbitro assolto da tutte le accuse insieme al suo collega Antonio Dattilo, ha detto: “Finalmente dopo nove anni termina questa vicenda, che è stata un’avventura che mi ha provato molto: un processo tragico nel quale non tutti hanno avuto la mia stessa sorte , quella di essere assolto. Ringrazio il mio avvocato, Messeri, che mi ha sostenuto fin dalla nascita di questa odissea giudiziaria”.

Secondo l’ex arbitro Massimo De Santis, che ha rinunciato alla prescrizione e per il quale è rimasta la condanna a 10 mesi di reclusione (pena sospesa): “E’ stato un processo viziato sin dall’inizio: sono l’unico arbitro rimasto coinvolto per due partite che non riguardavano nemmeno la Juve. Aspetto di leggere le motivazioni, ma mi sembra che nei miei confronti ci sia stata una discriminazione. Provo una grossa delusione per la giustizia italiana e quello che mi è successo non lo auguro a nessuno cittadino”.