Caso Gugliotta, Stefano: “Urlavo mentre in otto mi menavano”

Pubblicato il 13 maggio 2010 13:15 | Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2010 14:21

“Io urlavo le mie ragioni ma loro mi menavano, mi colpivano: saranno stati setto o otto, sono pieno di lividi”. Dopo essere stato scarcerato ieri sera, poco prima delle 20, Stefano Gugliotta ha iniziato a delineare i primi tratti di quella notte del 5 maggio, quando la polizia l’ha fermato, picchiato e arrestato.

“Proveremo a lasciarci la vicenda alle spalle, cercheremo di dimenticare, è l’unica cosa che posso fare”, ha detto il ragazzo nel suo primo incontro con la stampa dopo il rilascio.

Il giovane ha avuto anche parole gentili nei confronti della polizia: “Voglio dire una cosa per smorzare i toni: credo che la maggior parte degli agenti operino in buona fede e non compiano abusi di potere”.

Ma di certo non si tratta di quelli che l’hanno pestato davanti all’Olimpico: “Mentre dicevo che non c’entravo niente uno mi ha colpito a bocca aperta con un pugno”, ha detto Gugliotta, riferendosi all’agente indagato.

Eppure si dice stupito dall’attenzione destata dalla sua vicenda: “Tutto questo clamore mi ha colpito”, dice. Ripercorre la sua vicenda: “Ero a bordo del mio motorino -ha detto- quando si è avvicinato un agente intimandomi l’alt, io mi sono fermato e lui mi ha colpito con un pugno alla bocca”.

Subito dopo è avvenuto il pestaggio, e quindi l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale, reato di cui è tuttora indagato.

I sette giorni in cella al Regina Coeli l’hanno provato: “Stavo per impazzire”, e stanotte l’ha passata in bianco, a “ripensare a tutto quello che avevo vissuto”. Ma adesso, Stefano, attende solo che la “giustizia faccia il suo corso”.

A margine dell’incontro la polizia avrebbe  fatto le sue scuse alla mamma di Stefano. “‘La madre ha ricevuto le scuse per quanto accaduto la sera del 5 maggio da un funzionario di polizia a nome del questore di Roma e del commissariato Prati”, ha dichiarato l’avvocato Cesare Piranio.

“Sembrerebbe – ha detto ancora l’avvocato Piranio – che uno degli agenti abbia riconosciuto i suoi comportamenti. Certamente terremo conto di questo e decideremo come proseguire. Certo se ci fossero atteggiamenti calunniosi nei confronti di Stefano io sono pronto ad assisterlo altrimenti ci difenderemo nel processo”.