Cassazione: dice “bandito” in assemblea condominio, condannato

Pubblicato il 9 Febbraio 2010 20:39 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2010 20:39

Se volano parole grosse durante un’assemblea condominiale ‘infuocatà si rischia anche una condanna di ingiuria per aver offeso il vicino.

È successo ad un signore di Manfredonia che aveva dato del ‘bandito’ ad un condomino durante la riunione dei residenti e per questo è stato condannato per ‘ingiurie aggravatè dal Tribunale locale.

La sentenza è poi stata confermata anche dalla Corte di Cassazione.

Vani sono stati i tentativi di difesa del condannato, il signor Roberto D.nel ricorso in Cassazione. Questi infatti aveva sottolineato come i giudici di merito non avessero tenuto conto del ‘contestò nel quale era stata pronunciata la parola ‘bandito’ e cioè in una assemblea condominiale, particolarmente accesa, come spesso sono queste situazioni dove la parola ‘bandito’ era stata semmai uno «sfogo critico da parte di chi si sentiva vessato da una situazione offensiva e pregiudizievole per i suoi interessi di condominio».

La Quinta Sezione Penale della Cassazione però ha respinto il ricorso. Scrivono infatti i supremi giudici nella sentenza n.5339 : «Il mero contesto dell’assemblea condominiale, per quanto infuocato non può di per sè dare corpo alla causa di non punibilità delle offese e dello stato d’ira per un fatto ingiusto altrui dal momento che l’una o l’altra delle situazioni può o non può anche verificarsi in un contesto del genere di quello invocato».

Anche la parola bandito,quindi, non poteva essere considerata in quel contesto l’esercizio di una critica.