Coronavirus Basilicata, zero contagi su 653 test

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2020 13:01 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2020 13:25
Basilicata, Ansa

Coronavirus Basilicata, zero contagi su 653 test (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Nessun positivo su 653 test effettuati ieri, mercoledì 6 maggio: la Basilicata quindi è un’altra volta a quota “zero contagi”.

Lo ha reso noto la task force regionale, specificando che il numero delle vittime da coronavirus è salito da 25 a 26: ieri, infatti, è morta un’anziana di Aliano (Matera) che era ricoverata nell’ospedale Madonna delle Grazie.

In totale, i malati sono 155, i guariti 202.

Le persone ricoverate sono 50, delle quali solo due in terapia intensiva. I lucani in isolamento domiciliare sono 105.

“Le difficoltà che si trova ad affrontare il comparto turistico sono di portata straordinaria”.

Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, il quale, in una nota diffusa dall’ufficio stampa, ha espresso “apprezzamento per l’iniziativa presa dall’istituto bancario Intesa Sanpaolo a sostegno delle imprese turistiche che prevede la sospensione, per due anni, delle rate dei finanziamenti in essere”.

Secondo il governatore lucano, “questo strumento rappresenta una boccata d’ossigeno per le famiglie, considerato che il settore turistico lucano conta centinaia di imprese e migliaia di occupati.

Come Regione – ha concluso Bardi – stiamo lavorando per attivare misure speciali e contiamo di essere affiancati nella nostra azione proprio dagli istituti bancari, che attraverso le loro capacità tanto possono fare per sostenere le imprese e le famiglie”.

La giungla dei tamponi.

E’ giungla tamponi nella Fase 2: sono troppo pochi e c’è una forte variabilità regionale.

E’ quanto denuncia la Fondazione Gimbe secondo cui la media nazionale è di 88 al giorno per 100.000 abitanti ma 1/3 è di controllo (test ripetuti su uno stesso soggetto per verificare la guarigione) Nella classifica la più virtuosa è la provincia Autonoma di Trento con 222 tamponi al giorno ogni 100.000 abitanti, anche se poi solo il 46.7% è diagnostico.

La Lombardia ne fa 99, la metà (46.6%) di controllo, fanalino di coda la Puglia con a37 test quasi totalmente (98%) diagnostici.

“Le nostre analisi sono state effettuate sugli ultimi 14 giorni – afferma il Presidente Nino Cartabellotta – e forniscono tre incontrovertibili evidenze.

Si conferma che circa 1/3 dei tamponi sono ‘di controllo’ e che il numero di tamponi per 100.000 abitanti/die è molto esiguo rispetto alla massiccia attività di test necessaria nella fase 2.

Infine esistono notevoli variabilità regionali sia sulla propensione all’esecuzione dei tamponi, sia rispetto alla percentuale di tamponi ‘diagnostici'”.

In quest’ottica le ‘virtuose’ regioni del nord scendono nella classifica. Al terzo posto, per esempio c’è la provincia autonoma di Bolzano.

Ma dei 170 tamponi per 100.000 abitanti effettuati di media giornaliera, in realtà solo 63 test sono diagnostici.

La maglia nera della classifica dei test diagnostici va alla Campania: ha eseguito di media 47 test di cui appena 12 sono nuove diagnosi (25.3%).

Alla luce di questi dati la Fondazione Gimbe da un lato “richiama tutte le Regioni a implementare l’estensione dei tamponi diagnostici, dall’altro chiede al Ministero della Salute di inserire tra gli indicatori di monitoraggio della fase 2 un minimo di almeno 250 tamponi diagnostici al giorno per 100.000 abitanti”.

Il numero dei nuovi casi è, infatti, influenzato dal numero dei tamponi diagnostici eseguiti dalle Regioni e quindi è soggetto a possibili distorsioni.

“Il Governo – sottolinea Cartabellotta – oltre a favorire le strategie di testing, deve neutralizzare comportamenti opportunistici delle Regioni finalizzati a ridurre la diagnosi di un numero troppo elevato di nuovi casi che, in base agli algoritmi attuali, aumenterebbe il rischio di nuovi lockdown”. (Fonte: Ansa).