Coronavirus Puglia: 15% partiti dal nord con la febbre, hanno mandato i genitori all’ospedale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Marzo 2020 11:52 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2020 12:32
Coronavirus Puglia: 15% partiti dal nord con la febbre, hanno mandato i genitori all'ospedale

Coronavirus Puglia: 15% partiti dal nord con la febbre, (Ansa)

ROMA – Sono venuti via in fretta e furia dal nord dove infuriava l’epidemia verso la Puglia dove sono nati e hanno famiglia. Qualcuno, si stima il 15%, perfino e già con la febbre o con sintomi influenzali. Tra l’8 e il 9 marzo in massa, non appena i decreti che blindavano il nord sono entrati in vigore. Ora negli ospedali pugliesi è pieno di genitori, zii, parenti di questi uomini e donne tornati a casa, in larga parte giovani che per studio o per lavoro si sono trasferiti al nord. Magari asintomatici, forse appena sfebbrati, fatto sta che li hanno contagiati loro. Come era prevedibile.

I rientri dal nord non accennano tuttavia a diminuire. A migliaia si mettono in macchina o acciuffano un treno muniti di regolare autocertificazione, vogliono tornare e non sono spaventati dalla quarantena che li aspetta (e che nulla può contro il contagio nella cerchia di familiari e amici).

Il 15% di chi rientrava aveva la febbre

Secondo quanto riportato da Repubblica – che ha citato come fonte alcune indagini effettuate dai Dipartimenti di prevenzione delle Asl – soltanto nello scorso fine settimana, il 15% delle persone che sono rientrate in Puglia da Veneto e Lombardia presentava febbre o sintomi influenzali.

I rientri continuano: quasi mille il 18 marzo

In Puglia continuano ad arrivare persone provenienti dalle regioni del Nord – 907 sono le autocertificazioni inviate alla Regione solo nella giornata del 18 marzo (data dell’ultimo aggiornamento) – e con esse arrivano anche potenziali contagi.

Dal 29 febbraio sono tornate dal nord 23mila persone

In totale – dal 29 febbraio al 18 marzo – sono 22.947 le persone che hanno firmato l’autocertificazione (dati forniti dalla Regione) e dovrebbero sottostare alla quarantena di 14 giorni. Il picco dei rientri si è avuto nei giorni 8 e 9 marzo. Il problema è che queste persone, pur restando in quarantena, hanno comunque contatti con i familiari, che in molti casi diventano veicoli del contagio

Molte persone ricoverate negli ospedali pugliesi, infatti, sono parenti di persone, soprattutto giovani, rientrati da Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, come ha spiegato il professor Gioacchino Angarano, dirigente del reparto di Malattie infettive del Policlinico di Bari, in diverse interviste rilasciate nei giorni scorsi a giornali e televisioni locali.

In tal modo i contagi si stanno moltiplicando, ha chiarito il medico, come era stato previsto nei giorni scorsi dal governatore Michele Emiliano, che aveva invitato i pugliesi residenti al nord a non rientrare. Uguale sollecitazione era stata fatta dal sindaco di Bari, Antonio Decaro. (fonti Repubblica, Agi)