Corruzione, condannato l’ex presidente del tribunale di Imperia

Pubblicato il 20 Dicembre 2011 12:16 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2011 12:40

TORINO – Il gup di Torino Francesco Gianfrotta ha condannato a tre anni e otto mesi di reclusione l’ex presidente del tribunale di Imperia, Gianfranco Boccalatte, per corruzione in atti giudiziari e millantato credito. Tre anni sono stati inflitti al suo autista, Giuseppe Fasolo.

L’accusa e’ di avere favorito detenuti o comunque persone colpite da misure restrittive in cambio di denaro, promettendo loro sconti di pena o alleggerimenti nel trattamento, talvolta senza mantenere quanto promesso.

Secondo i pm torinesi Giancarlo Avenati Bassi e Marco Gianoglio, il giudice e il suo ex autista avrebbero creato una sorta di ‘societa”: il primo avrebbe procurato i favori per i detenuti, in cambio di denaro, mentre il secondo avrebbe fatto da intermediario. I due sono stati condannati a pagare una provvisionale di 10.000 euro al magistrato del tribunale di sorveglianza dello stesso tribunale, Giorgio Ricci, il cui nome sarebbe stato speso da Boccalatte per promettere i favori, in realta’ mai realizzati.

Per il giudice Boccalatte, agli arresti domiciliari dallo scorso maggio, e’ la prima sentenza. Rimane indagato anche di peculato in concorso con gli avvocati di Sanremo (Imperia) Tiziana Rovere e Antonio De Felice, il cancelliere del tribunale Massimo Capurro (marito di Rovere), l’ex giudice onorario Erika Cannoletta, e nuovamente di corruzione in atti giudiziari in concorso con un architetto di Ventimiglia (Imperia), Riccardo Bosio, e un elettricista di Vallecrosia (Imperia), Pietro Benza.