Costa Concordia, nave della marina francese la scorta al largo della Corsica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Luglio 2014 0:26 | Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2014 0:26
Costa Concordia, nave della marina francese la scorta al largo della Corsica

Costa Concordia, nave della marina francese la scorta al largo della Corsica

PARIGI – La nave della marina militare francese Jason ha scortato la Concordia durante la navigazione al largo della Corsica nel viaggio verso Genova.

Segolene Royal ha osservato il passaggio della Costa Concordia e della sua scorta di imbarcazioni al largo della Corsica, alla frontiera con le acque territoriali italiane. La ministra dell’Ecologia, che nei giorni scorsi aveva chiesto rassicurazioni scritte al governo italiano, ha voluto sorvegliare l’operazione in prima persona. Il transito del relitto preoccupa infatti da giorni le autorità transalpine e gli abitanti dell’isola.

La Concordia passa vicinissima al perimetro dove sorgerà il futuro parco naturale marino di Cap Corse, spiega la Royal:

“Una zona ecologica particolarmente eccezionale, uno dei polmoni del Mediterraneo. La protezione ambientale della Corsica è preziosa poiché essa rappresenta un patrimonio naturale, un valore fondamentale”.

Già il 23 luglio la Royal aveva avvisato:

“Non potremmo tollerare neanche il minimo inquinamento”.

L’ex candidata nella corsa all’Eliseo del 2007, nonché ex compagna di Francois Hollande, si è imbarcata intorno alle 16 del 24 luglio sulla motovedetta La Jonquille, per raggiungere il Jason (che può pompare fino a mille tonnellate di idrocarburi), insieme al vice ammiraglio Yves Joly, prefetto marittimo del Mediterraneo.

I due sono stati affiancati da una “flottiglia militante” di diverse decine di pescherecci e altre imbarcazioni partite da Bastia e dal porticciolo di Macinaggio, al nord del Capo corso, organizzata da responsabili politici e rappresentanti di associazioni ambientaliste, che da giorni protestano contro il transito della Concordia e i rischi di inquinamento.

Il vento favorevole, le buone condizioni meteorologiche e il rispetto della rotta hanno rassicurato la ministra:

“Ma il rischio zero non esiste, tanto più che la nave contiene ancora più di cento tonnellate di idrocarburi e altri prodotti, tuttavia le autorità italiane hanno dispiegato mezzi molto importanti”.

Gianluca Galletti, omologo della Royal a Roma e con cui la ministra francese è ”in contatto”, si è

”mostrato estremamente sensibile alla difesa dell’ambiente”.

Intanto la Concordia procede verso nord, tenendosi ad una ventina di chilometri dalle coste dell’isola francese. Un transito che gli isolani sentono di “subire”. Una fronda di diciotto sindaci corsi, tra i quali il sindaco di Bastia, Gilles Simeoni, si è sollevata da metà luglio per denunciare i rischi di una catastrofe ecologica e “la politica del fatto compiuto messa in atto dallo Stato italiano”.

Segolene Royal si è fatta portavoce di questi disagi:

“Ho tenuto a rispondere positivamente alle preoccupazioni legittime dei corsi, conoscendo la loro sensibilità in materia ambientale”.

Il 25 luglio la Royal presiederà la prima riunione per la creazione del futuro parco marino. Quindi si recherà sul Cap corse e nell’arcipelago disabitato di Finocchiarola.