Costa Concordia: nuova perizia a bordo, passaporto a Francesco Schettino

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2013 18:40 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 18:42
Costa Concordia: altra perizia a bordo, passaporto a Francesco Schettino

Costa Concordia: altra perizia a bordo, passaporto a Francesco Schettino (foto Lapresse)

GROSSETO – Costa Concordia: ci sarà un’altra perizia a bordo della nave, e il tribunale ha chiesto di restituire il passaporto a Francesco Schettino. Il tribunale di Grosseto ha deciso di svolgere una perizia supplementare sugli apparati della Costa Concordia, previo sopralluogo a bordo, appena il relitto della nave sarà in condizioni di sicurezza. Lo avevano chiesto la difesa di Schettino e parti civili tra cui il Codacons.

Il presidente Puliatti ha specificato che il sopralluogo a bordo, da cui seguirà il supplemento di perizia, si svolgerà quando il relitto all‘isola del Giglio sarà ”in condizioni di sicurezza” e di ”galleggiabilità”. La perizia verterà, fra l’altro, sugli ascensori e su apparati informatici. Il presidente Puliatti ha anche comunicato che verrà svolto un supplemento di perizia sulle centraline degli ascensori, materiali che sono già disponibili per essere esaminati.

Il tribunale ha poi pure deciso di autorizzare la rimozione delle eliche e dei timoni della Costa Concordia così come richiesto dall’avvocato Marco De Luca della Compagnia Costa Crociere Spa, richiesta fatta rispetto alle operazioni di rimozione in corso all’isola del Giglio e alla necessità di assettare la nave anche togliendo tonnellate di peso da bordo.

Passaporto di Schettino

Il tribunale di Grosseto ha deciso la restituzione del passaporto e di altri documenti a Francesco Schettino, non più sotto sequestro. Decisa la restituzione di altri effetti personali, tra cui due chiavette da pc, che vennero sequestrati l’indomani del naufragio della Costa Concordia.

Pompe inutili

Le pompe di sentina della Costa Concordia avevano una capacità di espellere acqua per circa 1.000 metri cubi all’ora. Ma l’acqua entrata nella falla – lunga circa 60 metri – dopo l’urto contro gli scogli del Giglio, fu pari a 1,2 milioni di metri cubi in un’ora: impossibile liberare i vani motori, e poi sulla nave quasi subito si verificarono le più gravi avarie agli apparati. Così i periti del gip hanno chiarito la questione della efficienza delle pompe di sentina durante il processo a Grosseto, quesito posto nel dibattimento dal presidente Giovanni Puliatti per acquisire ulteriori chiarimenti tecnici.

Inoltre, è stato sottolineato che delle quattro pompe di emergenza ne poteva essere funzionante solo una da 240 mc all’ora: ma il mancato funzionamento del generatore di emergenza, che avrebbe dovuta alimentarla di energia, visti i motori andati prestissimo ko, rese inutilizzabile anche questa possibilità. I periti hanno anche stimato che in teoria, se questa unica pompa avesse funzionato, sarebbero servite tra 5.500 e 6.000 ore per evacuare i comparti allagati.