Costa Concordia. Porti italiani vogliono relitto (e i 100mln€), ma la Turchia…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2013 11:51 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2013 11:51
Costa Concordia. Porti italiani vogliono relitto (e i 100mln€), ma la Turchia...

Concordia (Foto Ansa)

GROSSETO – Dove sarà demolita la Concordia di Costa Crociere? I porti italiani vogliono aggiudicarsi i lavori di smantellamento della nave e un business da 100 milioni di euro. Ma la Costa Crociere avrebbe in mente altri lidi, tra i quali la Turchia,come la Turchia. La motivazione dell’azienda sarebbe che i porti italiani sono “inadeguati” all’operazione, spiega Terodoro Chiarelli su La Stampa, però Piombino ha già preparato un progetto di ampliamento e Genova, dove la Concordia è nata, assicura che lo scalo ha i mezzi per procedere allo smantellamento.

Il business da circa 100 milioni di euro che lo smantellamento della Concordia porterebbe nei porti ha scatenato la “guerra di campanile italiana”, scrive Chiarelli:

“Piombino, Castellammare di Stabia, Palermo, Genova, Civitavecchia, persino Porto Torres. Tutti in corsa per aggiudicarsi un business di un centinaio di milioni di euro: lo smantellamento della nave una volta rimossa dal Giglio. Per carità, ambizioni legittime, anche se a volte un po’ estemporanee. La realtà è che la Costa Crociere ha commissionato uno studio che dimostrerebbe che in Italia non esiste uno scalo adeguato ad accogliere il gigante ferito, con un pescaggio di oltre 18 metri e difficile da gestire dal punto di vista ambientale”.

Meglio, per la Costa Crociere, il porto della Turchia:

“Potesse decidere autonomamente, la Compagnia genovese controllata dal colosso Usa Carnival opterebbe per i cantieri di demolizione della Turchia che da anni hanno conquistato la leadership nel Mediterraneo in questo tipo di attività. Anche perché, a differenza di Piombino, Genova o Civitavecchia, l’ingombrante relitto rimarrebbe fuori dalle rotte che regolarmente compiono le navi da crociera con la grande «C» blu in campo giallo sul fumaiolo”.

Ma per la legge italiana lo smaltimento degli inquinanti sulla nave e lo smantellamento sono di competenza regionale. Spetta dunque alla Regione Toscana decidere come gestire il problema:

“Ancora ieri il sindaco della cittadina, Gianni Anselmi, sosteneva che l’approdo naturale per il relitto della Concordia è Piombino ed entro maggio il porto sarà in grado di accogliere la nave. Il progetto, già pronto, approvato e finanziato, prevede 111 milioni di euro per costruire in sette mesi una banchina da 370 metri, portare i fondali a meno 20, e dotarla di 8 ettari di piazzali. I lavori partiranno a novembre e si concluderanno a maggio 2014, dicono dall’Authority, in tempo cioè per ricevere il relitto. Il via ai lavori di adeguamento è previsto per novembre. Pochi credono, però, che un simile timing possa essere rispettato”.

Anche Genova reclama il relitto della Concordia:

“A Genova, dove la Concordia è nata nello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente, sostengono che la nave lì potrebbe anche morire. Per il presidente dell’Autorità portuale, Luigi Merlo (che martedì si è recato al Giglio per vedere da vicino il transatlantico), lo scalo ha tutti i requisiti strutturali e professionali per assolvere allo smaltimento dello scafo. Alla Costa Crociere, dicono che si atterranno a quanto decideranno le autorità. Ma, anche se non lo dicono, confidano che le ipotesi tricolori cadano una ad una”.