Commissione Sanità, la relazione: “Cucchi è morto per disidratazione”

Pubblicato il 17 Marzo 2010 16:16 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2010 17:12

Stefano Cucchi

Disidratazione. Questa, per commissione d’inchiesta sull’efficacia del servizio sanitario nazionale, la causa della morte di Stefano Cucchi, il geometra romano misteriosamente deceduto  il 22 ottobre all’ospedale Pertini dopo essere stato arrestato.

Secondo la relazione finale della commissione che mercoledì 17 marzo è stata votata all’unanimità, infatti, Cucchi ha probabilmente subito lesioni, ma la causa diretta del decesso è stata la disidratazione, che ha portato a una eccessiva perdita di peso: 10 chili in sei giorni. I traumi, quindi, non avrebbero causato la morte del ragazzo.

La relazione, che sarà trasmessa alla Procura, arriverà anche  nelle mani del presidente del Senato, Renato Schifani.

Secondo il presidente della Commissione «ci sono evidenze che il decesso di Stefano Cucchi sia avvenuto qualche ora prima del tentativo di rianimazione, ma non credo che l’intento dei medici sia stato quello di falsificare le cartelle».

«Siamo riusciti a fare un lavoro condiviso, con un voto unanime e questo è importantissimo», spiega Ignazio Marino in proposito aggiungendo che a Stefano Cucchi «sono state probabilmente inferte lesioni traumatiche che però non sono la causa diretta della morte, che invece è avvenuta per disidratazione».

Sulla vicenda di Stefano Cucchi, ci sono state responsabilità dei medici, nostro compito è quello di individuarle e di invocare una piena, puntuale e completa attuazione del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 2008 che indica con chiarezza che chi si trova in stato di detenzione ha gli stessi diritti alla salute di chi non si trova in quelle condizioni», ha proseguito Ignazio Marino.

Soddisfatta Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano: «La relazione parla chiaro: Stefano è stato vittima di un vero pestaggio. Ora spero che sia riconosciuta la preterintenzionalità delle guardie carcerarie e che la Procura tenga conto di questa relazione. Sono molto soddisfatta perché la relazione conferma quanto noi abbiamo sostenuto sin dall’inizio, ovvero che le fratture ci sono e che sono recenti e compatibili con un pestaggio. Ora mi auguro che la smettano con tutte le varie insinuazioni e che non ricomincino a parlare di altro come ad esempio di una caduta accidentale».