Discoteca Corinaldo, una madre: “Mia figlia e una sua amica sono entrate senza biglietto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 dicembre 2018 17:29 | Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2018 18:19
Discoteca Corinaldo, una madre: "Mia figlia e una sua amica sono entrate senza biglietto" (foto Ansa)

Discoteca Corinaldo, una madre: “Mia figlia e una sua amica sono entrate senza biglietto” (foto Ansa)

ANCONA – C’è chi è entrato senza biglietto nella discoteca “Lanterna Azzurra di Corinaldo”, dove sei persone sono morte schiacciata nella calca in attesa del dj set di Sfera Ebbasta. Almeno così sostiene la madre di una delle ragazzine presenti all’evento:

“Mia figlia, 15enne, non ha comperato il biglietto, ma aveva prenotato un tavolo – racconta Alessandra, di Morro d’Alba -, fuori del locale un giovane addetto alle pr è passato a riscuotere i pagamenti, poi ha consegnato un braccialetto giallo per l’ingresso e un tagliando, senza marchi, per la consumazione. Lei e una sua amica sono entrate così”.

Diventa sempre più difficile così capire quante persone erano presenti nella discoteca.

ça ragazzina ha già riferito ai carabinieri delle modalità del suo ingresso. “Le prenotazioni per i tavoli erano per circa 15 persone – prosegue la madre -. Durante la serata ha cominciato ad avvertire un odore acre, ha sentito mal di gola e un senso di nausea. Ha preso per mano la sua amica e sono andate verso l’uscita dove si stavano accalcando le altre persone. Si è salvata solo perché quando è passata sullo scivolo era nella parte centrale, non vicino alla balaustra che è crollata”.

La 15enne è caduta sopra ad alcune persone, altre le sono cadute sopra, è riuscita a tenere la testa fuori. “I ragazzi che venivano dopo si ‘tuffavano’ sopra gli altri per cercare di arrivare al parcheggio, in salvo dall’altra parte – seguita Alessandra -, sentiva i buttafuori che dicevano ‘tornate indietro, così schiacciate gli altri’. Poi un ragazzo più grande l’ha aiutata a venire fuori, lei ha tirato su la sua amica che era più sotto svenuta. Le fa ancora male una spalla…”. Una volta fuori dalla calca, è riuscita a far rinvenire l’amica, “gettandole dell’acqua addosso. Poi hanno chiamato la madre dell’altra ragazza, che doveva venire a prenderle. All’inizio non avevano capito cosa era successo e non hanno detto nulla. Quando lei è arrivata – conclude – si è trovata davanti una scena infernale…e tutti quei corpi sotto i teli bianchi”.

A questa si aggiunge un’altra testimonianza. Quella di un 19enne imprenditore di Pesaro e due suoi amici ventenni che dicono di essere entrati pagando 22 euro in contanti all’ingresso e ricevendo in cambio non il biglietto, ma solo un “quadratino rosa” per la consumazione. Quadratino poi ritirato dal bar dopo la bevuta. A riferirlo è il 19enne rimasto indenne, che avrebbe dovuto prendere il biglietto “in prevendita”. Uno degli amici è invece ricoverato in rianimazione. “Penso che anche altri siano entrati così – racconta- altro che 450 biglietti, lì c’erano mille persone e c’era tanta gente in fila e due pullman dovevano arrivare”.

Il racconto del figlio di uno dei gestori della “Lanterna Azzurra”.

“Ho fatto 40-50 serate in quel posto e sinceramente non c’era tanta gente. Ad occhio forse 800-900 persone, ma erano aperte tutte e tre le sale”. A dirlo è Marco Cecchini, figlio di uno dei gestori della Lanterna Azzurra e dj del locale, che venerdì sera era alla consolle come tante altre volte in questi anni. “Lavoro lì da 4 anni e per me quello che è accaduto è una tragedia, una sconfitta – dice Marco – Sono molto dispiaciuto, io faccio ballare tanti giovani e quella è casa mia”. Il ragazzo non sa dire quanti biglietti siano stati venduti né quanti ne siano stati staccati. “Io sono arrivato tardi – dice – e comunque quando è successo il fatto, verso mezzanotte e mezza, mezzanotte e quaranta la gente secondo me non era tanta”. Marco è invece sicuro che tutte e tre le sale fossero aperte. “Qualcuno dice che era chiusa una sala ma io ti posso assicurare che erano aperte perché quando è scoppiato il panico io ero nella sala di sotto, stavo fumando una sigaretta, e c’era già un dj che suonava, un mio amico”. Marco sa che il padre finirà probabilmente nel registro degli indagati. “Non riesce a farsi una ragione di quello che è successo – dice il dj – in questi anni non è mai successa una cosa del genere e il servizio sicurezza ha lavorato sempre bene. Penso che mio padre non c’entri nulla ma è giusto che si facciano le indagini e vedremo come va a finire”.