Elena Ceste, vestiti asciutti nel cortile infangato: il mistero continua

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Ottobre 2014 8:49 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2014 8:49
Elena Ceste, vestiti asciutti nel cortile infangato: il mistero continua

Elena Ceste

ASTI – Michele Buoninconti consegnò i vestiti della moglie Elena Ceste asciutti e puliti. Vestiti che provenivano in teoria da una notte in un cortile infangato. Un mistero che gli investigatori tentano di svelare, ricostruendo i 27 minuti in cui lo scorso 24 gennaio Elena scomparve dalla sua casa di Costigliole d’Asti.

Massimo Numa su La Stampa scrive:

“I carabinieri di Costigliole glielo contestano subito: «Non dovevi toccare niente e lasciare tutto come lo hai trovato». Invece Michele li ha raccolti, posati in macchina, consegnati. Quella mattina la temperatura è relativamente mite: molta umidità e una foschia diffusa. Ma il maglione rovesciato, il reggiseno, gli slip, la maglietta, sono stranamente asciutti. Ora li stanno esaminando i carabinieri del Ris, che hanno prelevato campioni di terreno nel giardino”.

Niente fango, né umidità sui vestiti dunque. E mancavano le calze:

“Lui torna indietro a prenderle. Nuove, come se non fossero mai state indossate o appena prelevate da un cassetto. «Non le avevo viste subito», dice. E gli occhiali. Elena era molto miope, non ne può fare a meno. Saltano fuori dopo. «Erano un po’ nascosti….», precisa”.

Dove andò Elena Ceste nuda e senza occhiali prima di scomparire ed essere ritrovata morta in un canale vicino casa lo scorso 18 ottobre? Giorgio Vitari, procuratore capo di Asti, si concentra sulla ricostruzione della scomparsa:

“Elena Ceste scompare, nuda, lungo il sentiero che va alla roggia dove è stato poi trovato il cadavere. L’avvocato di fiducia, Claudia Girola, chiede che si allenti la pressione mediatica su Michele e sui quattro figli. Ieri mattina uno dei suoi fratelli, uscendo dal cancello in auto, ha rischiato di investire una giornalista, sgommando via nervoso”.

Il marito di Elena rimane il primo sospettato, ma si dice tranquillo:

“Non vuole nemmeno nominare un perito che assista all’autopsia della moglie, in corso ad Alba: «Non serve, non sono io l’assassino, sono in grado di difendermi da solo», ripete. Adesso si sa che era indagato da tempo, con l’accusa di «istigazione al suicidio». Ma Elena Ceste non è morta suicida. Qualcuno, il suo assassino, ha nascosto il corpo nel canale”.

(Foto LaPresse)