Emanuela Orlandi, Linea Gialla. Confronto tra fratello Pietro e Accetti: “Ho partecipato al rapimento…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2013 11:27 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2013 11:27
Marco Fassoni Accetti

Marco Fassoni Accetti

ROMA – “Se fossi un assassino non mi sarei mai presentato. Ho partecipato al rapimento per motivi politici”, Marco Fassoni Accetti, il supertestimone del caso di Emanuela Orlandi,  scopritore del flauto traverso simile a quello suonato da Emanuela Orlandi quando scomparve, 30 anni fa, durante il programma Linea Gialla è stato messo a confronto con Pietro Orlandi, fratello di Emanuela.

Ecco uno stralcio del confronto:

Pietro Orlandi: “Ci sono state delle personalità all’interno del Vaticano che ti hanno ingaggiato per fare questo lavoro?” Marco Fassoni Accetti: “E’ più sfumato… è più sfumato. Pochi ecclesiastici minori, di secondo o terzo grado, e pochi laici insieme hanno convenuto di operare non c’era un mandante che…” Pietro Orlandi: “Non si arriverebbe alla soluzione dopo trent’anni se si sapesse chi sono questi pochi laici e questi pochi ecclesiastici?” Marco Fassoni Accetti: “Non sono quel tipo di persona che tradisce la parola”. Pietro Orlandi: “Però sei il tipo di persona che organizza un rapimento…” Marco Fassoni Accetti: “Era per ottenere determinati risultati in un certo ambito politico che concerne la Città del Vaticano e i suoi rapporti con altri Stati”

Marco Fassoni Accetti: “Se fossi un assassino non mi sarei mai presentato. Ho partecipato al rapimento per motivi politici”. Pietro Orlandi: : “Accetti non andrà mai oltre a quello che sta dicendo. Potrebbe anche essere vero quello che dice ma rischia di diventare una delle tante storie…. In questa storia, non c’è pietà. Abbiate pietà nei confronti di mia madre. Spero che Emanuela sia viva e se è morta, ridateci il corpo”.