Emilia Romagna: riscossioni, tregua Equitalia. La terra non smette di tremare

Pubblicato il 1 Giugno 2012 18:40 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2012 18:41

(LaPresse)

BOLOGNA – La terra non smette di tremare in Emilia Romagna e chissà per quanto ancora il sisma si farà sentire. Intanto si cercano responsabilità per i morti dei capannoni, Equitalia sospende le riscossioni e si valuta anche l’arrivo dell’esercito anti-sciacalli. E’ il momento dei giorni dopo, della ricostruzione, il momento di rialzarsi e non lasciarsi impaurire tra gli sfollati e gli abitanti nelle province di Modena, Bologna, Mantova e Rovigo.

E’ metà pomeriggio del primo giugno quando l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia prova a fare il punto della situazione, le scosse avvertite sono 58: “La scossa più forte delle ultime ore si è registrata alle 14.22, con magnitudo 3,6 e profondità 6,7 chilometri – precisa la sismologa Concetta Sasso – questa come gli altri due sismi più forti registrati oggi riguarda la zona che si è attivata il 29 maggio. Scosse come queste sono normali dopo terremoti come quelli emiliani ma sono possibili anche sismi superiori a 4, e non si può escludere che ci siano scosse forti come quelle originarie”. E ancora: “L’ipotesi prevalente, che stiamo cercando di valutare nel dettaglio, è che si siano attivati due frammenti di una stessa struttura in tempi diversi  è un fenomeno che abbiamo registrato anche in altre situazioni precedenti”.

Pochi minuti dopo arriva l’annuncio di Equitalia: ”In attesa di provvedimenti normativi ad hoc che stabiliscano quali siano i Comuni interessati dallo stato di emergenza”, Equitalia ha sospeso ”ogni attivita’ di riscossione nelle zone colpite dal terremoto”. In particolare ”l’attività è sospesa in tutti i comuni delle province di Bologna (ad eccezione del Comune di Bologna), Ferrara, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Rovigo”. Sono sospese la riscossione delle somme iscritte a ruolo, tutte le attività esecutive e cautelari, nonché quelle di notifica delle cartelle di pagamento e degli altri atti di riscossione.

Tra la paura e le difficoltà, c’è chi piange i morti del sisma e chi non smette di chiedere risposte per quei capannoni crollati che hanno ucciso diversi operai.

Il procuratore di Modena Vito Zincani ha detto che ”saranno molti gli indagati per i morti nei crolli dei capannoni” durante il terremoto, precisando che gli avvisi di garanzia saranno atti dovuti per consentire a ”tutte le persone eventualmente coinvolte negli accertamenti, di partecipare, come loro diritto, all’indagine”. Zincani ha precisato che è stata consentita la sepoltura per 13 delle 17 vittime, in quanto e’ stato accertato che il loro decesso è avvenuto in incidenti senza responsabilità di terzi.

Inoltre il Prefetto di Modena, Benedetto Basile, ha detto che contro gli sciacalli “stiamo valutando un possibile intervento dell’esercito, so che alcuni comuni ne hanno fatto richiesta: se sarà possibile e necessario, io senz’altro lo richiederò”.