Cronaca Italia

Fabrizio Corona, nuovo processo per i soldi nel controsoffitto?

Fabrizio Corona, nuovo processo per i soldi nel controsoffitto?
Fabrizio Corona, nuovo processo per i soldi nel controsoffitto?

Fabrizio Corona, nuovo processo per i soldi nel controsoffitto? (foto Ansa)

MILANO – Fabrizio Corona rischia un nuovo processo a Milano su quei circa 2,6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto e in parte in Austria. La Procura, infatti, come atto dovuto a seguito del deposito delle motivazioni della sentenza del giugno scorso che aveva di fatto cancellato le accuse principali condannandolo a un anno solo per un illecito fiscale, ha iscritto l’ex ‘re dei paparazzi’ nel registro degli indagati per appropriazione indebita e dichiarazione infedele dei redditi, due ipotesi per le quali gli stessi giudici avevano ordinato la trasmissione degli atti per un nuovo procedimento.

Nel frattempo, tra l’altro, la Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese (giudici Roia-Rispoli-Pontani) ha respinto, come già accaduto nei mesi scorsi, un’istanza della difesa dell’ex agente fotografico che chiedeva il dissequestro di parte dei contanti ‘congelati’, ossia di poco più di 1 milione di euro. Il pm Alessandra Dolci, titolare anche del nuovo fascicolo, aveva dato parere negativo.

Con il verdetto del 12 giugno scorso del collegio presieduto da Guido Salvini erano state cancellate le accuse per Corona, tra cui l’intestazione fittizia di beni, sui 2,6 milioni di euro trovati in un controsoffitto della casa della sua collaboratrice Francesca Persi e in Austria e che avevano portato nuovamente in carcere l’ex agente fotografico nell’ottobre 2016. Corona è stato condannato a un anno per un illecito fiscale su una cartella esattoriale. Quei contanti, come hanno scritto i giudici, erano i ricavi in nero dell’ex ‘re dei paparazzi’ e non ha retto l’ipotesi, che “aleggiava” nelle indagini della Dda, secondo cui le somme potessero “avere un’origine diversa dall’attività imprenditoriale di Corona” e fossero state “a lui affidate da terzi in custodia o a fini di reimpiego”.

Gli stessi giudici, tuttavia, con il deposito delle motivazioni hanno trasmesso in Procura gli atti per le ipotesi di appropriazione indebita (la trasmissione era stata richiesta dal pm Dolci in requisitoria) in relazione agli oltre 800 mila euro trovati in cassette di sicurezza in Austria (soldi incassati della società Fenice, riconducibile a Corona) e per il reato di dichiarazione infedele dei redditi sugli oltre 1,7 milioni del controsoffitto. Da qui la nuova inchiesta a carico dell’ex agente fotografico che, nel frattempo, ha chiesto ancora il dissequestro di parte dei contanti, ma si è visto di nuovo respingere l’istanza con la motivazione che non c’è alcuna certezza sulla “provenienza lecita” dei soldi. I giudici delle Misure di prevenzione nel loro provvedimento fanno anche riferimento ad una delle nuove accuse contestate, ossia la dichiarazione infedele. Andrà avanti il procedimento nel merito davanti alla Sezione misure di prevenzione per decidere la confisca o meno delle somme sequestrate (per domani è fissata un’udienza ma probabilmente ci sarà un rinvio ad altra data). Corona, intanto, resta in carcere perché nelle scorse settimane è stata bocciata una richiesta di affidamento in prova.

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