Importavano farmaci dopanti dall’Est Europa: 50 indagati in tutta Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Gennaio 2020 10:44 | Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2020 10:44
Importavano farmaci dopanti dall'Est Europa: 50 indagati in tutta Italia

Importavano farmaci dopanti dall’Est Europa: 50 indagati in tutta Italia (Foto archivio Ansa)

ASCOLI PICENO  –  Maxi operazione antidoping dei carabinieri di Ascoli Piceno e del Nas di Ancona contro il traffico di farmaci dopanti provenienti dall’Est Europa. Sono 50 le persone indagate a piede libero. Durante le perquisizioni effettuate in 30 città italiane sono state sequestrate migliaia di confezioni di farmaci dopanti. Coinvolte diverse strutture tra palestre e centri sportivi amatoriali, in particolare ciclistici.

La rete di presunti trafficanti era composta da decine di italiani, ritenuti, a vario titolo, responsabili di ricettazione, utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze per alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, e di importazione illegale e vendita di medicinali al pubblico a distanza attraverso i servizi della società dell’informazione senza autorizzazione.

L’indagine, iniziata nel 2018, si è presto allargata a tutta Italia consentendo di individuare decine di persone, atleti di varie discipline sportive e frequentatori di palestre, soliti all’acquisto e alla commercializzazione di farmaci ad effetto dopante. I farmaci erano importati da paesi dell’est Europa come la Bulgaria e la Polonia.

Dalle indagini è stato possibile ricostruire i ruoli e le funzioni degli indagati, residenti in 30 province ed impegnati, con una struttura reticolare, a proporre tramite vari social in tutto il territorio nazionale, sia a consumatori che a rivenditori al dettaglio, quantitativi di farmaci ad effetto dopante.

Inoltre, è stato possibile accertare che i soggetti importavano illecitamente i dopanti dalla Bulgaria e dalla Polonia, per poi rivenderli in tutta Italia attraverso la fitta rete dei coindagati e quantificare, anche attraverso l’analisi di conti correnti, le transazioni avvenute sulle carte di pagamento e le spedizioni postali con un giro d’affari stimato in oltre 500mila euro all’anno.

Sono state scoperte ricette mediche falsificate, da parte di alcuni indagati, al fine di approvvigionare ulteriori prodotti, provenienti dal circuito regolare nazionale. Sono state sequestrate, nel corso di 55 perquisizioni disposte dalla Procura di Ascoli Piceno in 30 province (Ascoli Piceno, Bari, Barletta-Andria-Trani , Brescia, Cagliari, Cremona,  Ferrara, Foggia, Latina,  Lodi, Lucca,  Massa Carrara, Messina,  Milano, Padova,  Parma,  Perugia, Pesaro-Urbino, Reggio Calabria, Roma,  Savona, Siracusa, Taranto, Terni, Torino, Trapani, Treviso, Trieste, Varese e Viterbo), migliaia di confezioni di farmaci ad effetto dopante, tra cui nandrolone, testosterone, ormone della crescita e steroidi anabolizzanti.  

L’indagine, iniziata nel 2018 nelle Marche, si è presto allargata a tutta Italia, compresa la provincia di Bari, consentendo di individuare decine di persone, atleti di varie discipline sportive e frequentatori di palestre, avvezzi all’acquisto e alla commercializzazione di farmaci ad effetto dopante importati da paesi dell’est Europa come la Bulgaria e la Polonia. 

Gli investigatori hanno ricostruito i ruoli e le funzioni degli indagati, residenti oltre che in provincia di Bari, in altre 29 province ed impegnati, con una struttura reticolare, a proporre tramite vari social in tutto il territorio nazionale, sia a consumatori che a rivenditori al dettaglio, ingenti quantitativi di farmaci ad effetto dopante.

E’ stato inoltre  accertato che i soggetti importassero illecitamente i dopanti dalla Bulgaria e dalla Polonia, per poi rivenderli in tutta Italia attraverso la fitta rete dei coindagati e quantificato, anche attraverso l’analisi di conti correnti, le transazioni avvenute sulle carte di pagamento e le spedizioni postali, un giro d’affari stimato in oltre 500mila euro all’anno. (Fonti: Ansa, Agi)