Ferrari sul posto per disabili, imprenditore filmato reagisce sui social: “Ti spacco il cu**”

di Filippo Limoncelli
Pubblicato il 8 aprile 2019 14:08 | Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2019 14:11
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Ferrari sul posto per disabili, imprenditore filmato minaccia: “Ti spacco il cu**”

NAPOLI – Una Ferrari parcheggiata su un posto riservato ai disabili. E’ partito così il duro scontro sui social tra Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, e Pino Bozza, titolare dei ristoranti Antonio La Trippa di Napoli. Il politico infatti, aveva denunciato la presenza di una Ferrari parcheggiata su un posto riservato ai disabili, in via Domenico Morelli a Napoli. E aveva allegato il video per documentare tutto.

A seguito della segnalazione, l’imprenditore ha deciso di attaccare Borrelli attraverso delle Instagram Stories, insultandolo e minacciando una denuncia. “Ci vediamo in tribunale, cogl***e – attacca -, sei una ca**hetta, e io domani ti faccio il c**o rosso rosso, proprio come la Ferrari. Sono titolare di un’azienda con 200 dipendenti, e tu sei consigliere di una città in cui non funziona niente“.

Borrelli ha quindi risposto, aggiungendo che durante la registrazione del filmato, Bozza è alla guida della propria auto senza cintura di sicurezza e con lo smartphone in mano, violando così il Codice della strada: “Il sig. Pino Bozza dopo aver ammesso che come effettivamente avevamo segnalato aveva parcheggiato la sua Ferrari sul posto destinato ai disabili ci ha replicato che lui è però titolare di un’azienda con 200 persone a posto (i ristoranti Antonio la Trippa). Invece di scusarsi per chiudere l’incidente si è scatenato in una serie di video offensivi e denigratori girati mentre guida senza cintura. Ancora una volta abbiamo uno spaccato devastante di Napoli. Un mondo e un modo di agire contro cui combattiamo ogni giorno con grande fatica e determinazione”.

Bozza infine, ancora una volta su Instagram, ha messo fine al botta e risposta chiedendo scusa per aver occupato con la sua auto le strisce gialle. Ma ormai, si sa, i social avevano “registrato” tutto. (fonte CORRIERE.IT)