Fiorani racconta scalata all’Antonveneta: Fazio è incubo che torna tutte le notti

Pubblicato il 10 Febbraio 2010 - 18:06 OLTRE 6 MESI FA

L’ex governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio è «un incubo che torna ogni notte» per Giampiero Fiorani. Lo ha detto lo stesso ex amministratore delegato di Bpi mercoledì, durante l’interrogatorio nel processo della mancata scalata ad Antonveneta. Interrogatorio in cui Fiorani rivela che il tentativo di scalata fu “supportato” dallo stesso Fazio e incassò il bene placido di Silvio Berlusconi.

In particolare Fiorani ricorda di come Fazio, tra fine marzo e inizi di aprile del 2005, gli disse che «dovevano fare fallire l’opa di Abn Amro» sull’Antonveneta e incoraggiava lo stesso Fiorani a superare la quota del 50%. «Queste cose – dice Fiorani – me le ricordo come un incubo di notte. Vengono fuori tutte le notti da cinque anni e mezzo e ricordo non solo le parole, ma anche le fattezze con le quali le ha dette».

Fiorani ricorda che il progetto su Antonveneta nacque proprio grazie a Fazio che gli disse: «Vai avanti, ho fermato Geronzi». Poi era stato contattato tra il giugno e il luglio 2004 dal finanziere bresciano Emilio Gnutti che gli suggerì di impegnarsi in Antonveneta assicurandogli che lui con Deltaerre avrebbe disdetto il patto. «Io gli risposi: “non faccio nulla – racconta Fiorani – Prima chiedo al governatore se questa operazione non l’ha già canalizzata su Capitalia”».

Fiorani racconta poi i retroscena dell’incontro avvenuto a Milano ai primi di febbraio nella sede dell’organismo di vigilanza sulla borsa e sui mercati con il presidente della Consob. «Non ci vedo niente di male ma qualcosa dovrò pur fare, dovrò mandare una ispezione».

«A quei tempi – ha detto Fiorani rispondendo alle domande del pm Eugenio Fusco – lavorava come mio consulente il figlio di Cardia con un contratto da 250.000 euro all’anno. Cardia volle incontrarmi a Milano, io ero in vacanza sulla neve con i miei e ricordo che mi voleva parlare in merito ad alcuni esposti giunti alla Consob da parte di Abn-Ambro che riguardavano il rastrellamento delle azioni Antonveneta da parte di nostri soci.

Durante l’udienza Fiorani ha anche parlato della vicenda che riguarda l’autorizzazione chiesta a Banca d’Italia di poter salire al 15% nella quota di Antonveneta. «L’autorizzazione – ha detto Fiorani – fu inviata l’11 febbraio e fu deliberata il 14. Ma Frasca e lo stesso Fazio mi consigliarono di retrodatare con la successiva lettera a Palazzo Koch l’autorizzazione a salire agli inizi di febbraio».

Fiorani si sofferma a raccontare anche di un altro incontro, quello con Silvio Berlusconi, a cui portò la bozza della scalata ad Antonveneta nell’estate 2004 «con la copertina dei colori di Forza Italia. Pensavo che potesse fargli piacere». Il presidente del Consiglio diede parere positivo dicendo che «se al governatore (Fazio ndr) va bene – ricorda Fiorani – a me va bene».