Francesca Dri morì per “overdose da metadone”. Indagata l’amica

Pubblicato il 6 Novembre 2012 18:22 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2012 18:26
Francesca Dri morì per un’overdose da metadone. Risolto il giallo della ragazza di appena 23 anni trovata morta in casa del suo fidanzato a Venezia, lo scorso 19 ottobre

VENEZIA – Risolto il giallo sulla morte di Francesca Dri, la ragazza di appena 23 anni, trovata morta lo scorso 19 ottobre in casa del suo fidanzato a Venezia. A ucciderla sarebbe stata una “overdose di metadone in soggetto non avvezzo”: è quanto scritto sul certificato delle analisi tossicologiche ordinate dalla Procura di Venezia, che ha anche iscritto nel registro degli indagati un’amica della vittima.

L’amica, 30 anni di Vicenza, frequentava con Francesca un corso di belle arti a Venezia e con lei aveva trascorso la notte precedente la sua morte. Secondo gli investigatori Francesca e l’amica avrebbero trascorso una serata alcolica nei locali delle zone di Rialto e San Marco. Poi si erano recate a casa della trentenne e qui, secondo gli investigatori, potrebbe essersi verificata l’assunzione di metadone. La donna è infatti indagata per detenzione illecita di metadone. Nel caso venga inquisita dovrebbe rispondere della morte dell’amica in conseguenza di altro delitto e di omissione di soccorso.

A fornirle la dose di metadone sarebbe stato un altro amico vicentino, 39 anni: una perquisizione delegata dal pm D’Alessandro in casa sua avrebbe portato alla rilevazione di una fialetta che sarebbe compatibile con quella che ha ucciso Francesca Dri. Ma le eventuali responsabilità dell’uomo sono ancora al vaglio degli inquirenti.