Fuga per soldi e per amore: frontiere intasate per i regali alle amanti

Pubblicato il 21 Dicembre 2011 - 15:05 OLTRE 6 MESI FA

L'ufficio della dogana

ROMA – Italiani in fuga e frontiere intasate in queste feste natalizie: per soldi o per amore. C’è chi tenta di attraversare la frontiera per mettere in salvo i propri risparmi dalla manovra lacrime e sangue di Mario Monti o più semplicemente per evitare le norme contro l’evasione fiscale, ma soprattutto c’è chi tenta di andare oltralpe per comprare, in contanti, il regalo costoso all’amante, così che la moglie non lo venga a sapere. Il perché lo ha spiegato Silvio Berlusconi in persona: “Ho parlato con antiquari, gioiellieri, titolari di negozi dove si vendono certe borsette… – ha detto – Sono tutti angosciati dal limite posto a mille euro per gli acquisti in contanti. Ci sono certi acquisti che non vuoi far sapere…soprattutto alle mogli”.

Ecco allora che in questi giorni di acquisti pre-natalizi, come racconta ‘La Repubblica’, le frontiere siano intasate da questi stransfughi in cerca del regalino per l’amichetta o l’amichetto. Viaggi andata e ritorno in giornata con pacchettino in mano alla ricerca di regali al di sopra dei mille euro da pagare in contanti, così che non ne resti traccia alcuna: nessuna prova dell’avvenuto tradimento.

L’allarme di questo nuovo trend è stato lanciato già mesi fa dai negozianti liguri, dopo l’obbligo deciso a luglio di segnalare il codice fiscale al fisco dei clienti che fanno acquisti per più di 3600 euro, iva compresa. “All’inizio il calo è stato anche del 20 per cento, adesso va un po’ meglio ma comunque è una norma che non ci piace, costringe i negozianti a fare i delatori”.

Questi nuovi “viaggiatori” sono per lo più mogli e mariti che per “colpa” di controlli fiscali o ricevute di carte di credito non hanno alcuna intenzione di far sapere al compagno della propria vita o alla consorte sospettosa, che hanno un amore segreto che viziano e coccolano. Ma non solo. Sono anche quelli che hanno ricevuto pagamenti in nero e che quindi non vogliono resti traccia di acquisti fatti con soldi di cui difficilmente potrebbero provare la provenienza.

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