Genova, spariti milioni di euro dai conti del centro per bimbi sordi

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2014 10:12 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2014 10:12
Genova, spariti milioni di euro dai conti del centro per bimbi sordi

Genova, spariti milioni di euro dai conti del centro per bimbi sordi

GENOVA – Una richiesta danni da 4,5 milioni di euro indirizzata dal curatore fallimentare ai vecchi consiglieri e revisori dei conti di Afa-Centro Reul.

Ovvero quello che una volta era un centro di eccellenza per i bambini sordi a Genova e che da qualche tempo è finito sotto inchiesta per una voragine finanziaria da milioni di euro. Un’inchiesta partita un paio di anni fa quando viene scoperta una contabile infedele scappata con 700mila euro. Ma poi l’inchiesta della magistratura scopre un buco ancora più profondo, milionario. Ecco il riepilogo del Secolo XIX:

Cosa è successo lo rivela un’inchiesta del pubblico ministero Paola Calleri, che porta alla luce un disavanzo provocato (almeno inizialmente) da assegni usciti dai conti del centro e mai più rientrati. È un’impiegata a finire nel mirino della Guardia di Finanza.

Si chiama Barbara Militello (è difesa dall’avvocato Stefano Sambugaro), è entrata nella struttura con la fiducia della presidente dell’associazione, e una volta avuta in mano un’autonomia quasi totale, ha fatto sparire centinaia di migliaia di euro. Settecentomila, secondo i primi riscontri, anche se la cifra di cui viene trovata traccia è di 321.450 euro. Il denaro, ammette la donna ai militari, è transitato nel conto del padre Giovanni, 68 anni, carrozziere della Foce coinvolto in un disastroso fallimento (che non verrà salvato dalle distrazioni).

In ogni caso, i contati sembrano essersi volatilizzati. Da un giorno all’altro i genitori dei bimbi sordi vengono costretti ad autotassarsi per evitare il disastro e per disinnescare una cartella esattoriale di Equitalia. Al tempo stesso ci sono i dipendenti senza stipendio e un equilibrio fragilissimo che rischia di lasciare centinaia di famiglie senza supporto. Il calvario si conclude un anno più tardi, quando la onlus viene dichiarata fallita.

Troppi i debiti a cui far fronte. Una mediazione della Regione Liguria permette di evitare il baratro dell’interruzione dell’attività, portata avanti dalla fondazione Redulco: «Questo era ciò che mi stava più a cuore – racconta Silvana Baroni, storica presidente e fondatrice del centro – Per il resto non posso che dire che questa vicenda mi ha distrutto. Quella persona si è portata via anche miei beni personali». L’ultima sorpresa è arrivata nel corso dell’ultimo mese, quando ex revisori dei conti e consiglieri che negli anni avrebbero avuto un compito di controllo sui bilanci del centro, sono stati raggiunti da una richiesta danni milionaria. In tutto la cifra richiesta è di 4, 5 milioni di euro.