Giancarlo Siani ucciso 30 anni fa. “Colpevole chi dimentica”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Settembre 2015 14:43 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2015 14:43
Giancarlo Siani ucciso 30 anni fa. "Colpevole chi dimentica"

Giancarlo Siani ucciso 30 anni fa. “Colpevole chi dimentica”

ROMA – Il prossimo 23 settembre saranno trascorsi 30 anni dall’assassinio di Giancarlo Siani, il cronista del quotidiano Il Mattino ammazzato per sue inchieste sulla camorra. La Fondazione che porta il suo nome, guidata dal fratello Paolo, ha programmato decine di iniziative per l’alto contributo reso da Siani alla città di Napoli e all’Italia tutta.

In programma fino al 30 settembre sono previsti spettacoli teatrali, proiezioni di film, convegni, mostre, deposizioni di fiori, una messa e una partita di pallavolo fra le nazionali femminili di Italia e Germania. Per onorare Giancarlo Siani anche come uomo di sport, giocatore di pallavolo e allenatore di squadre giovanili. Alcuni suoi allievi e compagni di squadra sono poi diventati magistrati. Fra questi, Michele Ciambellini che ha curato l’organizzazione dell’evento per conto dell’Anm.

Le celebrazioni avranno inizio il prossimo 19 settembre, il giorno del compleanno di Giancarlo: a lui sarà anche intitolato l’atrio del Palazzo delle Arti di Napoli. Il 18 settembre, inoltre, alla Reggia di Caserta sarà inaugurata la mostra con i volti delle vittime innocenti della criminalità “#noninvano”.

Mentre il 21 settembre la sua Mehari verde, l’auto con la quale Siani si spostava, tornerà a circolare per la prima volta per le strade di Torre Annunziata, proprio lì dove il giornalista aveva iniziato il suo lavoro raccontando i tanti problemi, a cominciare dalla prepotenza dei clan.

 

“Siamo ancora qui e non vogliamo dimenticare, perché chi dimentica è colpevole”, ha detto Paolo Siani, fratello di Giancarlo, invocando un sacrosanto principio etico, politico e professionale. “Abbiamo voluto chiamare a raccolta tutti coloro che in questi trent’anni sono stati al nostro fianco e adesso vogliamo mostrare alla città tutto ciò che abbiamo fatto per la legalità lontano dai riflettori – ha aggiunto – È giusto ribadire che Napoli non è solo camorra, ma anche l’impegno di tante realtà che credono nel riscatto di questa terra”.

“Ricordare Giancarlo non è retorica, ma significa rendere attuale il suo pensiero”, ha aggiunto Geppino Fiorenza, presidente della Fondazione Polis. “Giancarlo sarà con noi in questi giorni se sapremo aiutare padre Zanotelli e don Loffredo alla Sanità, se sosterremo la Biblioteca Durante a Forcella, se daremo impulso alla proposta di legge a tutela delle vittime di tutti i reati intenzionali violenti, se saremo al fianco dei cronisti minacciati”.